3 disegni di giove

Ho collimato il mitico vixen 102m con ottica carton. Era leggermente fuori e lo si notava solo osservando la stella a fuoco a forte ingrandimento. Naturalmente durante la collimazione, l’ho scollimato a dovere, mentre cercavo di capire il senso delle tre coppie di viti. in ogni caso, la collimazione raggiunta mi ha soddisfatto. Altro cambiamento, ho tolto l’eq6 dalla colonna. I motori passo passo di questa vecchia montatura danno molto fastidio quando si superano i 100x, dato che inducono un picchiettio che sposta leggermente l’immagine ogni secondo. L’ho sostituita con la ancor più vecchia vixen spdx in abbinamento allo skysensor2000. La concezione di questo computerino è vecchia, ma i motori sono molto dolci e ci sono anche meno vibrazioni.

Comunque, il lavoro ha dato i suoi frutti e , complice un buon seeing, ho compiuto una bella osservazione di giove:

Ecco invece due disegni di ieri sera con il c11 in binoculare, senza diagonale.
Interessante una tacca nella stb e due punti scuri subito a nord della neb.

La mia impressione è che la parte scura della neb in questa apparizione sia spostata un po’ a sud, che dite? Qualcuno ha misurato?

Disegnare in sequenza permette di far notare la rotazione del pianeta!

Facciamo ordine

Sta per ricominciare la stagione planetaria e vorrei chiarire un attimo i vari set up che in questi mesi la strumentite cavalcante mi ha fatto accumulare.

Il telescopio principale per l’osservazione dei pianeti è il CPC11. Ho più volte avuto la tentazione di venderlo, equatorializzarlo, sforcellarlo ecc, poi alla fine un po’ la pigrizia, un po’ perché in altaz è molto solido, un po’ perché se sfrutto l’opzione hibernate diventa molto comodo, insomma lo utilizzerò così e basta.

Il telescopio secondario, che fungerà anche da telescopio solare in luce bianca, è il vixen 102m. E’ il modello prima versione, con ottiche carton. Il 102m è sempre stato il telescopi bello per antonomasia. Difficile trovare un rifrattore con la stessa bellezza estetica e la stessa proporzione delle forme. Neanche il famigerato fs128 secondo me era così bello! Le prestazioni sono azzoppate dal fatto che il cercatore vixen originale è una vera merda, senza giri di parole. Gli ho attaccato piggyback un rigel quickfinder che esteticamente è orrendo, ma molto funzionale.

Il terzo strumento, che sarà quello itinerante, è il ts photon da 15cm. Dopo la recensione positiva del Braga, ho deciso di acquistarlo. Mi è arrivato senza una molla della cella del primario, ma vabbè, tanto erano da sostituire.

Per quanto riguarda il parco oculari, differenzio in base al telescopio.

Il cpc11 sarà torrettizzato con la baader maxbright, il 102m avrà i suoi begli ortoscopici di abbe, il 150photon avrà due oculari zoom: il baader 8-24 e il nagler 3-6.

Buone osservazioni a tutti!

Kapp

Finiranno ste nuvole?

Saranno 20 giorni che non osservo. Sempre nuvole, pioggia, nebbia.

Ho montato sul balcone due rifrattorini: il vixen a80mf e il kenko 63 800.

Li ho usati molto poco: due volte marte, qualche volta il sole e la luna, pochissime stelle doppie.

Il cinesino della vixen si comporta molto bene. Su marte e stelle doppie regge l’uso del takahashi hile 3,6mm per circa 250x

Il kenko non l’ho ancora compreso. Ha un po’ di coma, me l’ha spiegato bene il buon Paolo “cherubino”, ma non ci ho ancora osservato con continuità. Finiranno ste nuvole…

Intanto si fa concreta l’ipotesi di cambiare casa. Potremo avere un giardino, potró avere una postazione osservativa che mi permetta di osservare anche lo zenit e il nord. Sperèm!

Venere ai tempi del Coronavirus

Costretto a casa? No, non posso. Così almeno al mattino vado in ufficio.

Però… però il pomeriggio sono a casa e un’occhiata a Venere se posso la do’.

 

Così, il pianeta più osservato nel 2020 potrebbe proprio essere Lei.

 

Intanto inserisco le 5 schede fatte finora :

 

Speriamo di continuare con un bel ritmo osservativo.

Venere è un pianeta davvero ostico, però l’osservazione riserva dolci sorprese. In più c’è una bella discussione sul forum di binomania con Raf e Ivano, a cui si può imparare moltissimo.

 

Buone Osservazioni,

 

Kapp

Addio, 150ed

Con una punta di malinconia ho deciso di separarmi dal rifrattorone 150ed.

Parliamoci chiaro: il telescopio è bellissimo, l’ottima è collimatissima, raggiunge il suo potere risolutivo sulle doppie, sulla luna è stupendo.

Ma non può stare fuori sul balcone. E’ troppo ingombrante. Ogni volta devo portarlo fuori, montarlo cercando di non catapultarlo giù dal balcone, contrappesi dietro per non osservare per terra, aspettare due ore che vada in temperatura.

Insomma, tutte cose che sapevo già prima di acquistarlo. Tutte cose che sapevo già da quando avevo deciso di dar via il takahashi fs128.

Ma che volete, la nostalgia della grossa lente si era fatta avanti è così ci son cascato.

Ora lascio questo post a futura memoria:

NON PRENDERE UN RIFRATTORONE, CHE TANTO TI ROMPI LE PALLE A USARLO SUL BALCONE!!

 

E quindi? Cosa prendo come strumento principale per i pianeti?

 

Domani lo dirò… Ma è uno strumento che ho usato molto in passato ( 44 osservazioni planetarie).IMG_1717

Il ritorno di Lassie

Ieri sera l’amico Andrea mi ha riportato l’amata Vixen GP che troppo frettolosamente avevo lasciato andare l’anno scorso.

Che dire? Sopra il treppiedone baader aht e sotto il 100ed sembra il connubio perfetto tra leggerezza, precisione e stabilità.

Così, messi a letto i kappottini, ieri sera mi sono gustato qualche stella doppia di stagione.

Ogni volta che osservo dentro il 100ed mi stupisco di quanto sia bello questo tubetto. Pesa un kaiser, è corretto, leggero, performante. Sopporta bene gli ingrandimenti.

Così, dicevo, mi son osservato la theta orionis, la beta monocerontis, poi Rigel, Meissa, Procione, Algieba.  Ho anche osservato una bellissima doppia puntata a caso, poco a nord di Beta Mon. Stasera o domani riprovo e cerco di capire che stella fosse.

 

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I pianeti nel 2020

MERCURIO
Il primo pianeta presenterà le seguenti massime elongazioni dal sole:
EST 10/02
OVEST 24/03
EST 04/06
OVEST 22/07
EST 01/10
OVEST 10/11
Il consiglio è cercare di puntarlo di giorno con una buona montatura dotata di goto. ATTENZIONE AL SOLE! Anche alla massima elongazione, il pianeta arriva a 18° circa dal sole. Consiglio di cercare di mantenere il sole all’ombra per non surriscaldarlo.

VENERE
Il bel pianeta sarà alla massima elongazione EST il 24/03, pertanto sarà visibile da prima del tramonto a dopo il tramonto del sole.
Sarà in congiunzione inferiore il 03/06, giorno in cui sarà alla massima distanza dalla terra, pari a 0,29 unità astronomiche.
la massima elongazione OVEST si avrà il 13/08, per cui si vedrà da prima dell’alba a dopo l’alba.
Anche qui consiglio di puntarlo di giorno, evitando le settimane in cui sarà prossimo al sole.

MARTE
Il pianeta rosso sarà in opposizione il 14/10 e sarà un’opposizione molto interessante. Innanzitutto avrà un diametro di 22,3″ e alla sua massima altezza arriverà a ben 43° a Milano ( fatevi i conti per le altre località). L’importante diametro e l’altezza favoriranno foto e osservazioni da agosto in poi.

GIOVE
Sua gassosità sarà in opposizione il 14/07, molto basso nel sagittario. Purtroppo, non sarà un anno facile, il pianeta avrà un periodo di visibilità molto limitato. Da metà giugno si potrà osservare, per i mattinieri, alle 4 del mattino ora locale, ad altezza di almeno 20° da Milano. In opposizione, la massima altezza sarà 22° alla mezzanotte del 14/07. Sarà visibile ad altezze decenti nella prima serata fino a circa metà settembre.

SATURNO
Il signore degli anelli andrà a braccetto con giove. Infatti l’opposizione sarà il 20/07 sempre nel sagittario. Vale quanto scritto sopra per giove, in termini di altezza e visibilità. Se non altro, gli amici astrofotografi, potranno immortale bei campi estesi con la via lattea attraversata da cotanti ospiti.

URANO
Opposizione di Halloween, per il pianeta il cui nome significa “cielo stellato”. Sarà in opposizione infatti il 31/10 nell’ariete, ad un altezza di 51° per milano, per un diametro di 3,8″.

NETTUNO
In opposizione 11/09 nell’acquario. Alto 38° da Milano, avrà un diametro angolare di 2,4″.

Buone osservazioni e fotografie a tutti!

Kapp

26/10/2019 – Ritorno al Sempione

Sabato notte finalmente sono tornato ad ammirare il cielo del passo del sempione. La via lattea, la velo, le pleiadi e tanto altro, come non lo si vede altrove.

Ma partiamo dall’inizio. Si parte da milano con Emiliano alle 16:00 e si arriva su al passo alle 18:00. La strada è semplicissima, larga, comoda. In più, una volta passata la frontiera, il paesaggio diventa spettacolare: la stretta gola rocciosa che si attraversa è costellata di cascate altissime, spettacolari. Poi si sale, il paesaggio cambia, diventa pieno di versi prati, con alberi e casatte qua e là, finchè si arriva su al passo, dominato dal Monte Leone e dal suo magnifico ghiacciaio.

Sul posto abbiamo trovato Paolo, che passeggiava allegramente alla ricerca di un posto riparato dal vento.

Abbiamo aspettato Stefano e, trovata la piazzola giusta, abbiamo preparato gli strumenti: Paolo con il suo dobson da 30cm, Emiliano con lo sforcellato meade 10″, Stefano con un magnifico CPC11 hd e il sottoscritto con lo storico dobson 42cm autocostruito. Dato che mi devo sempre dimenticare qualcosa, stavolta ho scordato a casa i cavi per collegare la batteria alla ventola di aspirazione dello strato limite. Ciò mi ha causato per tutta la nottata stelle grosse come palloni da calcio e l’impossibilità di salire a 300x.

Aspettando la notte astronomica, abbiamo consumato una frugale cena, sul tavolo delle grandi occasioni portato da Stefano.

Il cielo del sempione è il miglior cielo che abbia mai visto. La via lattea nel cigno è intarsiata di nebulose oscuse, lo scudo è una palla di luce. Ci sono talmente tante stelle nel quadrato del pegaso, che all’inzio faticavo a riconoscere la costellazione. Sotto un cielo così, viene voglia di stendersi su una sdraio e restare ad ammirarlo ad occhio nudo.

Ma è un anno che non si osserva e l’anno scorso con l’umidità all’armà è stato un disastro, perciò, sotto a osservare!

Il primo oggetto puntato è la velo nel cigno. Inquadrata la 52 Cygni, la parte ovest della nebulosa è scolpita. Molto visibile il sopracciglio a nord della stella, mentre a sud, dove la nebulosa si allarga, diventa più diafana. Non ho trovato la parte centrale triangolare, mentre era molto luminosa e allungata la parte est. Notevolissima anche nel CPC11 di stefano ( ma che belle stelle puntiformi!).

Da tanto che manco sotto il cielo, non mi andava di puntare subito oggetti nuovi, così ho ripuntato una zona di cielo a me molto cara. La galassia ngc7331, spirale vista di 3/4, era molto netta. Immediatamente visibili nel campo, a 200x, le tre compagne 7335, 37, 40.

Ho avuto un po’ di confusione per raggiungere il quintetto di Stephan. C’è da dire che non mi ero fatto una mappa precisa della zona, pertanto sono parzialmente scusato :-P. Ho cercato inizialmente la 7315 che ho osservato divisa in tre parti. Dato che mi sembrava improbabile, ho pensato di aver sbagliato star hopping e di essere capitato sul quintetto, anche se la forma non mi pareva quella. Consultato Paolo, lo stesso mi ha fatto notare che le due parti laterali della galassie, lui le vedeva puntiformi, quindi per lui erano stelle. Effettivamente, poco dopo abbiamo puntato il vero quintetto che mostrava tutte e cinque le componenti.
Stilando ora il report, ho visto che di fianco alla 7315 c’è una galassia Kaz296 di 15ma. Ora, è poco probabile che abbiamo visto quella, però di sicuro è un oggetto curioso da ripuntare.

Osservato questa bellissima nicchia di cielo, ho deciso di dedicarmi alle galassie vicino a Markab, che l’anno scorso dall’armà non ero riuscito a stanare.
Questa volta mi sono armato di una mappa con tutte le stelle di riferimento fino alla magnitudine 13,4.

Così è stato abbastanza semplice stanare nell’ordine: il trio ngc 7463,4,5, ngc 7454, ngc 7448, ngc 7442. Devo ritornarci per stanare ngc 7461.

Già che ero lì, ho ripuntato la superba ngc7479. Ho osservato solo un “ricciolo”. Per vedere l’altro temo serva più diametro. Ho cercato senza successo anche pal13, da riprovare.

Da markab a algenib, per osservare la ngc 7814, che da tanti anni volevo puntare, ma poi sotto il cielo, mi son sempre dimenticato. Nei dintorni, c’è Paolo che cerca di stanare due galassiette ugc, posizionate più o meno a ovest della 7814. Senza mappe adeguate e solo con il triatlas però è dura e rinuncio.

Da Algenib salgo ad Alpheraz. Questa è una zona di cielo mai osservata, pur essendo lì diponibile ed avendo qualche galassietta interessante: ngc 1 e 2! Così osservo anche ngc22, 16 e la coppia 23-26. Ho osservato anche una terza componente oltre la coppia, ma vedo ora che erano due stelle molto vicine, che vedevo avviluppate in un alone “inventato”.

Pausa thè, gentilmente offerto da Stefano. Inizio a sentire freddo ed essere stanco. In compenso la bevanda raggiunge i 100 gradi e mi ustiona l’esofago 🙂 .

Emiliano mi chiama per osservare la nebulosità delle pleiadi, veramente netta, stupenda senza filtro. La punto anche nel mio dobson, veramente bella!

Osservo qualche altro oggetto nei telescopi degli altri, torno nel mio per puntare delle galassie che mi ero preparato nell’ariete, quelle intorno a 1 Ari. Però sono stanco e inizio a chiudere la palpebra destra a fatica ( io osservo con il sinistro).

Così metto a posto gli oculari, e mi metto nel sacco a pelo in macchina. La nottata sarà atroce, un freddo tremendo… la prossima volta albergo o tenda, non c’ho più il fisico per certe cose.

La mattina dopo scendendo a milano, io ed Emiliano siamo passati a trovare Paolo “Cherubino”. Sempre affabile, ci ha accolto e abbiamo concordato uno scambio: il mio acromatico 150 per il suo kenko 63. La conoscenza tecnica di Paolo è notevolissima ed è un piacere ascoltarlo, mentre racconta degli strumenti smontati, ricostruiti, riconvertiti e collimati. Salutiamo la sua bellissima famiglia e si torna a casa.

Della nottata salvo il cielo bellissimo del sempione e le galassiette portate a casa. Ho osservato per la prima volta con il paracorr che, devo dire, non ha dato parvenza di dimunire la luminosità dello specchione. In compenso correggeva abbastanza bene addirittura il 30mm uwa, che senza faceva un’insalata di tutto il campo.

Il mio dobson ha bisogno di una registrata. Devo sistemare la gabbia del secondario, che mi da’ ancora qualche problema. Il blocco di un traliccio si è svitato, non riesco a fermare bene il secondario, le manopole del focheggiatore sono scomodissime da raggiungere.

Detto questo, avercene di nottate così durante l’anno…

Cieli sereni a tutti,

Kapp2019 142019 152019 16

La tecnica di disegno di un grande

Parliamo di tecnica di disegno planetario. Non mi ritengo un esperto o un gran disegnatore, ma di sicuro in questi anni ho lavorato per affinare la mia tecnica al fine di rendere al meglio quel che osservo all’oculare.

Partiamo da come opero io.

Con l’occhio all’oculare inizio a fare uno sketch a matita. Terminato lo sketch, entro in casa e rifinisco il disegno con gomma pane e sfumino.

In questo topic, tra le altre cose, il grande disegnatore di pianeti David Gray descrive la sua tecnica:

https://www.cloudynights.com/topic/509839-planets-2014-april-%E2%80%93-2015-april-best-views-163%E2%80%9D-d-k/

Il disegno come lo vediamo quando viene da lui pubblicato subisce solo una colorazione al Pc. La parte disegnata è fatta interamente al telescopio, in presa diretta, ma come?

Nel descrivere la sua tecnica, dice che usa direttamente sfumini di grandezza media e piccola, senza prima usare le matite. Rifinisce poi i dettagli più scuri con una matita HB.

E’ questa, almeno per me, un’illuminazione. Effettivamente si avvicina molto ad una tecnica oserei dire pittorica, più che di sketching.

Il prossimo disegno sicuramente voglio provarlo con questa, per me nuova, metodologia. Ha degli indubbi vantaggi, non dovendolo rifinire a posteriori:
– riuscire a ridurre i tempi di disegno;
– il disegno lo si completa osservando, in modo che la memoria non giochi scherzi;
– il disegno dovrebbe risultare dunque più fedele all’osservazione;
– il disegno dovrebbe avere quella morbidezza, che tanto invidio.

 

kapp