26/10/2019 – Ritorno al Sempione

Sabato notte finalmente sono tornato ad ammirare il cielo del passo del sempione. La via lattea, la velo, le pleiadi e tanto altro, come non lo si vede altrove.

Ma partiamo dall’inizio. Si parte da milano con Emiliano alle 16:00 e si arriva su al passo alle 18:00. La strada è semplicissima, larga, comoda. In più, una volta passata la frontiera, il paesaggio diventa spettacolare: la stretta gola rocciosa che si attraversa è costellata di cascate altissime, spettacolari. Poi si sale, il paesaggio cambia, diventa pieno di versi prati, con alberi e casatte qua e là, finchè si arriva su al passo, dominato dal Monte Leone e dal suo magnifico ghiacciaio.

Sul posto abbiamo trovato Paolo, che passeggiava allegramente alla ricerca di un posto riparato dal vento.

Abbiamo aspettato Stefano e, trovata la piazzola giusta, abbiamo preparato gli strumenti: Paolo con il suo dobson da 30cm, Emiliano con lo sforcellato meade 10″, Stefano con un magnifico CPC11 hd e il sottoscritto con lo storico dobson 42cm autocostruito. Dato che mi devo sempre dimenticare qualcosa, stavolta ho scordato a casa i cavi per collegare la batteria alla ventola di aspirazione dello strato limite. Ciò mi ha causato per tutta la nottata stelle grosse come palloni da calcio e l’impossibilità di salire a 300x.

Aspettando la notte astronomica, abbiamo consumato una frugale cena, sul tavolo delle grandi occasioni portato da Stefano.

Il cielo del sempione è il miglior cielo che abbia mai visto. La via lattea nel cigno è intarsiata di nebulose oscuse, lo scudo è una palla di luce. Ci sono talmente tante stelle nel quadrato del pegaso, che all’inzio faticavo a riconoscere la costellazione. Sotto un cielo così, viene voglia di stendersi su una sdraio e restare ad ammirarlo ad occhio nudo.

Ma è un anno che non si osserva e l’anno scorso con l’umidità all’armà è stato un disastro, perciò, sotto a osservare!

Il primo oggetto puntato è la velo nel cigno. Inquadrata la 52 Cygni, la parte ovest della nebulosa è scolpita. Molto visibile il sopracciglio a nord della stella, mentre a sud, dove la nebulosa si allarga, diventa più diafana. Non ho trovato la parte centrale triangolare, mentre era molto luminosa e allungata la parte est. Notevolissima anche nel CPC11 di stefano ( ma che belle stelle puntiformi!).

Da tanto che manco sotto il cielo, non mi andava di puntare subito oggetti nuovi, così ho ripuntato una zona di cielo a me molto cara. La galassia ngc7331, spirale vista di 3/4, era molto netta. Immediatamente visibili nel campo, a 200x, le tre compagne 7335, 37, 40.

Ho avuto un po’ di confusione per raggiungere il quintetto di Stephan. C’è da dire che non mi ero fatto una mappa precisa della zona, pertanto sono parzialmente scusato :-P. Ho cercato inizialmente la 7315 che ho osservato divisa in tre parti. Dato che mi sembrava improbabile, ho pensato di aver sbagliato star hopping e di essere capitato sul quintetto, anche se la forma non mi pareva quella. Consultato Paolo, lo stesso mi ha fatto notare che le due parti laterali della galassie, lui le vedeva puntiformi, quindi per lui erano stelle. Effettivamente, poco dopo abbiamo puntato il vero quintetto che mostrava tutte e cinque le componenti.
Stilando ora il report, ho visto che di fianco alla 7315 c’è una galassia Kaz296 di 15ma. Ora, è poco probabile che abbiamo visto quella, però di sicuro è un oggetto curioso da ripuntare.

Osservato questa bellissima nicchia di cielo, ho deciso di dedicarmi alle galassie vicino a Markab, che l’anno scorso dall’armà non ero riuscito a stanare.
Questa volta mi sono armato di una mappa con tutte le stelle di riferimento fino alla magnitudine 13,4.

Così è stato abbastanza semplice stanare nell’ordine: il trio ngc 7463,4,5, ngc 7454, ngc 7448, ngc 7442. Devo ritornarci per stanare ngc 7461.

Già che ero lì, ho ripuntato la superba ngc7479. Ho osservato solo un “ricciolo”. Per vedere l’altro temo serva più diametro. Ho cercato senza successo anche pal13, da riprovare.

Da markab a algenib, per osservare la ngc 7814, che da tanti anni volevo puntare, ma poi sotto il cielo, mi son sempre dimenticato. Nei dintorni, c’è Paolo che cerca di stanare due galassiette ugc, posizionate più o meno a ovest della 7814. Senza mappe adeguate e solo con il triatlas però è dura e rinuncio.

Da Algenib salgo ad Alpheraz. Questa è una zona di cielo mai osservata, pur essendo lì diponibile ed avendo qualche galassietta interessante: ngc 1 e 2! Così osservo anche ngc22, 16 e la coppia 23-26. Ho osservato anche una terza componente oltre la coppia, ma vedo ora che erano due stelle molto vicine, che vedevo avviluppate in un alone “inventato”.

Pausa thè, gentilmente offerto da Stefano. Inizio a sentire freddo ed essere stanco. In compenso la bevanda raggiunge i 100 gradi e mi ustiona l’esofago 🙂 .

Emiliano mi chiama per osservare la nebulosità delle pleiadi, veramente netta, stupenda senza filtro. La punto anche nel mio dobson, veramente bella!

Osservo qualche altro oggetto nei telescopi degli altri, torno nel mio per puntare delle galassie che mi ero preparato nell’ariete, quelle intorno a 1 Ari. Però sono stanco e inizio a chiudere la palpebra destra a fatica ( io osservo con il sinistro).

Così metto a posto gli oculari, e mi metto nel sacco a pelo in macchina. La nottata sarà atroce, un freddo tremendo… la prossima volta albergo o tenda, non c’ho più il fisico per certe cose.

La mattina dopo scendendo a milano, io ed Emiliano siamo passati a trovare Paolo “Cherubino”. Sempre affabile, ci ha accolto e abbiamo concordato uno scambio: il mio acromatico 150 per il suo kenko 63. La conoscenza tecnica di Paolo è notevolissima ed è un piacere ascoltarlo, mentre racconta degli strumenti smontati, ricostruiti, riconvertiti e collimati. Salutiamo la sua bellissima famiglia e si torna a casa.

Della nottata salvo il cielo bellissimo del sempione e le galassiette portate a casa. Ho osservato per la prima volta con il paracorr che, devo dire, non ha dato parvenza di dimunire la luminosità dello specchione. In compenso correggeva abbastanza bene addirittura il 30mm uwa, che senza faceva un’insalata di tutto il campo.

Il mio dobson ha bisogno di una registrata. Devo sistemare la gabbia del secondario, che mi da’ ancora qualche problema. Il blocco di un traliccio si è svitato, non riesco a fermare bene il secondario, le manopole del focheggiatore sono scomodissime da raggiungere.

Detto questo, avercene di nottate così durante l’anno…

Cieli sereni a tutti,

Kapp2019 142019 152019 16

La tecnica di disegno di un grande

Parliamo di tecnica di disegno planetario. Non mi ritengo un esperto o un gran disegnatore, ma di sicuro in questi anni ho lavorato per affinare la mia tecnica al fine di rendere al meglio quel che osservo all’oculare.

Partiamo da come opero io.

Con l’occhio all’oculare inizio a fare uno sketch a matita. Terminato lo sketch, entro in casa e rifinisco il disegno con gomma pane e sfumino.

In questo topic, tra le altre cose, il grande disegnatore di pianeti David Gray descrive la sua tecnica:

https://www.cloudynights.com/topic/509839-planets-2014-april-%E2%80%93-2015-april-best-views-163%E2%80%9D-d-k/

Il disegno come lo vediamo quando viene da lui pubblicato subisce solo una colorazione al Pc. La parte disegnata è fatta interamente al telescopio, in presa diretta, ma come?

Nel descrivere la sua tecnica, dice che usa direttamente sfumini di grandezza media e piccola, senza prima usare le matite. Rifinisce poi i dettagli più scuri con una matita HB.

E’ questa, almeno per me, un’illuminazione. Effettivamente si avvicina molto ad una tecnica oserei dire pittorica, più che di sketching.

Il prossimo disegno sicuramente voglio provarlo con questa, per me nuova, metodologia. Ha degli indubbi vantaggi, non dovendolo rifinire a posteriori:
– riuscire a ridurre i tempi di disegno;
– il disegno lo si completa osservando, in modo che la memoria non giochi scherzi;
– il disegno dovrebbe risultare dunque più fedele all’osservazione;
– il disegno dovrebbe avere quella morbidezza, che tanto invidio.

 

kapp

Fratelli Coltelli tentano di tagliare due stelle doppie

Ieri sera ho montato sulla hdaz il 150ed e il 100ed di casa skywatcher per un confronto diretto sotto il cielo. Due parole sugli esemplari.

Il 100ed è un vecchio tubo skywatcher azzurro, dotato di un ottimo focheggiatore baader senza demoltiplica. Il 150ed è l’ultimo uscita di casa skywatcher, dunque la versione glitterata blackdiamond.

Purtroppo pianeti non erano visibili, ho dovuto osservare solo dopo il partitone della mia inter, che ha spezzato le reni ad un Lecce mai domo, perciò mi son concentrato sulle stelle doppie.

Il cielo di ieri sera era lattigginoso, ad occhio nudo vedevo Altair, Terazed e Markab, quest’ultima solo in distolta.

Il seeing non era eccelso, diciamo un III.

Ho cercato due stelle abbastanza alte, abbastanza vicine e abbastanza diverse. Ho trovato comoda quindi la zona intorno Altair.

La prima è stata struve 2590, primaria di 6,5 e secondaria di 10,3 separate da 13,6 secondi d’arco.
Il 100ed sdoppia naturalmente la stella ma la secondaria si vede solo con pupille di uscita sopra 1,7mm. Sotto, l’immagine si fa scura e la secondaria sparisce ( naturalmente con un cielo migliore non avrei avuto il problema).
Il 150ed mostra sempre la secondaria, con tutti gli oculari a disposizione, con pupille di uscita anche di 0,5mm.

Domandone, la pupilla di uscita dovrebbe essere un dato riguardo la luminosità di quello che sto osservando. Se osservo con due strumenti diversi con la stessa pupilla di uscita, non dovrei riscontrare la stessa magnitudine limite? La risposta a senso la so, con un’apertura maggiore vedo di più che con un’apertura minore, ma cosa indica a questo punto esattamente la pupilla di uscita?

La seconda doppia osservata è struve 2583, coppia molto ben bilanciata, I di 6,3 e II di 6,7, ma componenti separate da solo 1,4″. Doppia da manuale dell’astronomia, insomma.

Ricordo che il 100ed in teoria dovrebbe poter separare due stelle doppie di 6° magnitudine lontane 1,2″. Dunque con questa stella siamo molto vicini al limite teorico dello strumento.

Ebbene, il 100ed allungo la stella a 150x, mentre riesco a sdoppiarla a 225x.
Il 150ed la sdoppia già a 100x.

A causa del seeing bruttino, la visione è comunque più bella nel 100ed, che mostra due bei dischetti netti, mentre nel 150ed la visione è più disturbata e fluttuante.

Cieli sereni,

kapp

150ed

Panta Rei, tutto scorre, diceva Eraclito.

Dell’Eterno Ritorno invece ci parlava Nietzsche.

Erano eruditi, la sapevano lunga…

E così, dopo due anni di telescopi Boiler, gli SC, ho sentito il bisogno di tornare alla bellezza della semplicità di due lenti e un oculare.

Ebbene sì, ci son cascato e son tornato all’Apone. Devo ammetterlo, son sceso un po’ di classe. Due anni fa avevo un Fs128, il Telescopio Rifrattore per antonomasia. Ma era troppo aristocratico per un piccolo anarchico socialista piccolo borghese come me. Così ora ho portato a casa un, non propriamente, proletario skywatcher. Proletario non nel prezzo, ma nel rapporto prezzo/sostanza.

Di sostanza nel 150ed ieri sera ne ho vista tanta. Con due amici, Andrea e Stefano, ci siamo messi nel prato del parco con il mio 150 e il 127 acro di Andrea.

Oggetti osservati stelle doppie, luna, un ammasso.

Il 150ed mostrava sulle doppie una bella puntiformità e almeno due anelli di rifrazione. La visione era davvero Bella. Sulla luna il cromatismo anche se poco, c’è, ma è ininfluente sulla resa. Contrasto altissimo, dominante calda, poca luce diffusa.

Ad inizio serata per venti minuti la figura di rifrazione ha mostrato un po’ di ragnatela. Quando è andato in temperatura, le immmagini a fuoco erano davvero belle, come non ne vedevo da anni.

Il telescopio è grande, pesante. Sulla vixen gp servono due contrappesi da 5 e 3,5 chili. Pur con il treppiede baader aht, lo smorzamento delle vibrazioni si attesta a due secondi. Tutto peró si sopporta per la bellezza della visione.

Non dalle ricchezze ma dalle virtù nasce la bellezza, diceva Socrate. Il 150ed di virtù ne ha tante. Il telescopio dona visioni molto belle. A questo punto aspetto con impazienza i pianeti!

Cieli sereni,

Kapp

Delle recensioni on line…

Scrivo questo breve post polemico perché andando a cercare recensioni di telescopi on line ci si imbatte nei soliti 4 siti, con cose scritte davvero sindacabili. Prove di telescopi svolte “una sera velocemente con seeing scarso” non possono sancire se un telescopio sia fatto bene o male. Al pari delle promozioni su rivista, le bocciature su sito mi fanno davvero incazzare.

Scremando i vari siti si arriva che l’unico realmente affidabile sia astrotest.it, condotto con rigore oserei dire scientifico, facendo più prove per ogni tubo in ogni condizione di seeing.

Che poi se leggo una recensione, a me, neofita beote che non capisce niente di ottica, non importa il filo di astogmatismo, lo spettro secondario ecc. A me, importa solo di sapere quel che si riesce a vederci. Quanti particolari di giove? Quanto profondo va nel deep? Quali dominanti di colore?

Oltre a queste domande, il non esperto di ottica, come il sottoscritto, non dovrebbe leggere ( contestualmente il non esperto di ottica non dovrebbe neanche scriverle…).

Benvenuto Cool Ceramic

Riprendo a scrivere dopo un po’, i pianeti ormai son tutti poco o niente visibile a parte venere, in occasione del nuovo acquisto.

Il c9 è partito per altri lidi, così, tornato preda della rifrattorite ho preso un acromatico 150/750 skywatcher.
Ad accoppiarsi per l’osservazione solare è arrivato anche un bel prisma di herschel cool ceramic:

Scampagnata a Ca del Monte

Sabato sera, dopo 3 anni e mezzo di astinenza, sono tornato in montagna. Anzi, a dirla tutta era collina.
Ca del Monte si trova a circa 700m slm. E’ un pianoro che viene usato per i deltaplani e i parapendii.
Il cielo è abbastanza buio da mostrare la via lattea dal cefeo allo scudo. Il sagittario e lo scorpione sono un po’ immersi nell’estinzione, data la bassa altitudine.
Ad accompagnarmi nella scampagnata, il fido yourockets, armato di quella bestia immonde e pesante del suo telescopio: un meade 10″ con forcellone e treppiedone.
Io ero dotato di dobson da 42cm e rifrattore 150/750.
A causa della prolungata astinenza e del mancato allenamento, la serata è partita proprio male: nello scaricare il dobson dalla macchina, mi sono accorto di aver dimenticato le aste…
E vabbè, per fortuna avevo dietro un secondo telescopio.
Non avendo lo strumento principale per scovar galassie, mi son buttato sui più semplici oggetti di messier e ngc più luminosi, portando a casa una 50ina di oggetti.
Abbiamo iniziato al tramonto alle 21 e finito all’una, stremati. Infatti ci eravamo dimenticati entrambi sedie o sdraio, e la fatica dopo 6 ore ( eravamo in piedi dalle 19) si è fatta sentire.

Bello tornare sotto un cielo buio, bello farlo con un rifrattorone da 6″, anche se sarebbe stato meglio il dob.
Per la prima volta da quando ci conosciamo, yourockets aveva una montatura altazimutale e io un’equatoriale, ma è andata bene lo stesso!

Cieli sereni,

Kapp