Pensieri pericolosi

Quando sei a letto e la tua compagna dorme, e tu non riesci a prender sonno, posso nascere nella mente, durante il fluire libero dei pensieri, storie impossibili. Storie che potrebbero diventare libri, film o semplici pippe mentali. E’ una di queste storie che vorrei raccontare.

Ero nella situazione che ho descritto sopra. Avevo appena finito di sentire alla radio i discorsi post elettorali di vincitori e vinti. Mi è salita una sensazione di schifo, di orrore assoluto. Ho pensato a tutti i parassiti che ci governano. A tutti i potenti che succhiano il sangue dello stato a spese di tutti. A quel punto mi è venuto il dubbio: cosa ferma una persona come me, borghesuccio benestante e un po’ viziato, da andare lì e commettere una pazzia, da cercare di farli fuori, da ammazzare qualcuno? Cosa differenzia me e tutti quelli come me, che non farebbero mai un gesto estremo simile da quelli che nella loro vita quello stesso gesto lo hanno fatto? E’ un dubbio legittimo, perché lo schifo a cui stiamo assistendo è davvero assoluto.

Mi sono girato è ho visto lei che dormiva. Viviamo insieme da circa tre anni. Conviviamo, ma non ci siamo sposati. Non so se ci sposeremo, ma non è questo il punto. Convivendo abbiamo scelto un progetto di vita comune, abbiamo un patto che ci lega per tutta la vita. Fare un gesto estremo vorrebbe dire tradire questo patto. Insomma, ho delle responsabilità verso di lei. Pensare ad un gesto così vorrebbe dire sconvolgere non solo la mia di vita, ma anche la sua e quella di tutti i miei cari.

E allora come hanno fatto gli assassini, i terroristi, i combattenti armati? Come hanno fatto quelli che ora sono magari in galera. Non avevano nessuna responsabilità verso nessuno? Se ne sono fregati? Oppure l’impellenza del momento ha prevalso? O forse il sistema di valori era talmente diverso che hic et nunc non posso mettermi nella loro testa e capirli.

Pensieri strani, in qualche modo pericolosi, nel senso che fanno paura. Io, in un altro contesto sociale o in un altro tempo, sarei ancora io? E chi sono io?

Qualcuno è Grillino ma qualcuno era Comunista

Qualcuno era comunista perché era nato in Emilia.
Qualcuno era comunista perché il nonno, lo zio, il papà… la mamma no.
Qualcuno era comunista perché vedeva la Russia come una promessa, la Cina come una poesia, il comunismo come il Paradiso Terrestre.
Qualcuno era comunista perché si sentiva solo.
Qualcuno era comunista perché aveva avuto un’educazione troppo cattolica.
Qualcuno era comunista perché il cinema lo esigeva, il teatro lo esigeva, la pittura lo esigeva, la letteratura anche… lo esigevano tutti.
Qualcuno era comunista perché “La Storia è dalla nostra parte!”.
Qualcuno era comunista perché glielo avevano detto.
Qualcuno era comunista perché non gli avevano detto tutto.
Qualcuno era comunista perché prima era fascista.
Qualcuno era comunista perché aveva capito che la Russia andava piano ma lontano.
Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona.
Qualcuno era comunista perché Andreotti non era una brava persona.
Qualcuno era comunista perché era ricco ma amava il popolo.
Qualcuno era comunista perché beveva il vino e si commuoveva alle feste popolari.
Qualcuno era comunista perché era così ateo che aveva bisogno di un altro Dio.
Qualcuno era comunista perché era talmente affascinato dagli operai che voleva essere uno di loro.
Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di fare l’operaio.
Qualcuno era comunista perché voleva l’aumento di stipendio.
Qualcuno era comunista perché la borghesia il proletariato la lotta di classe. Facile no?
Qualcuno era comunista perché la rivoluzione oggi no, domani forse, ma dopo domani sicuramente…
Qualcuno era comunista perché “Viva Marx, viva Lenin, viva Mao Tse-Tung”.
Qualcuno era comunista per fare rabbia a suo padre.
Qualcuno era comunista perché guardava sempre Rai Tre.
Qualcuno era comunista per moda, qualcuno per principio, qualcuno per frustrazione.
Qualcuno era comunista perché voleva statalizzare tutto.
Qualcuno era comunista perché non conosceva gli impiegati statali, parastatali e affini.
Qualcuno era comunista perché aveva scambiato il “materialismo dialettico” per il “Vangelo secondo Lenin”.
Qualcuno era comunista perché era convinto d’avere dietro di sé la classe operaia.
Qualcuno era comunista perché era più comunista degli altri.
Qualcuno era comunista perché c’era il grande Partito Comunista.
Qualcuno era comunista nonostante ci fosse il grande Partito Comunista.
Qualcuno era comunista perché non c’era niente di meglio.
Qualcuno era comunista perché abbiamo il peggiore Partito Socialista d’Europa.
Qualcuno era comunista perché lo Stato peggio che da noi solo l’Uganda.
Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di quarant’anni di governi viscidi e ruffiani.
Qualcuno era comunista perché piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l’Italicus, Ustica, eccetera, eccetera, eccetera.
Qualcuno era comunista perché chi era contro era comunista.
Qualcuno era comunista perché non sopportava più quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia.
Qualcuno credeva di essere comunista e forse era qualcos’altro.
Qualcuno era comunista perché sognava una libertà diversa da quella americana.
Qualcuno era comunista perché pensava di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.
Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché era disposto a cambiare ogni giorno, perché sentiva la necessità di una morale diversa, perché forse era solo una forza, un volo, un sogno, era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.
Qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso, era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.
No, niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare, come dei gabbiani ipotetici.
E ora? Anche ora ci si sente come in due: da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall’altra il gabbiano, senza più neanche l’intenzione del volo, perché ormai il sogno si è rattrappito.
Due miserie in un corpo solo.

Gran cualizion?

 

E’ giunto il momento che noi cittadini scendiamo in campo con proposte nuove! Bisogna mettersi in gioco in prima persona. E allora ecco la mia proposta:
Bersani presidente del consiglio, grazie ad un accordo con il PDL, in cambio di Berlusconi presidente della repubblica. Sei mesi a litigare sulla legge elettorale, alla fine esce un obbrobrio peggio del porcellum: il suppostorum! Grazie al suppostorum vince Grillo a mani basse. Presidente del Consiglio Casaleggio. Fuori dall’europa, si torna alla lira, bancarotta dell’italia che diviene una provincia della germania.

Troppo? 😆