Prime impressioni Delos 6mm

E’ da circa un mesetto che ho preso il Delos 6mm ed è da circa un mesetto che il meteo non da’ tregua.

Ieri sera finalmente ho potuto provarlo sulla luna, tra una nuvola e l’altra. Le zone osservate sono state i Domi a ovest di Marius e la Vallis Schoreri.

La costruzione dell’oculare è al top. Annerimento interno perfetto, grande solidità, scrittine verdi su corpo nero in pieno stile Televue. Lo chassis è solo da 31,8.

Grande novità meccanica è la possibilità di shiftare il corpo esterno dell’oculare, come succede nei pentax XW e nei meade uwa serie 5000, per rendere più comoda l’osservazione a chi non porta gli occhiali.

Ricordo infine che l’oculare ha 72° di campo apparente e 20mm di estrazione pupillare

Veniamo alla parte più interessante, la valutazione osservativa.

Il primo parametro che cerco sempre in un oculare è la comodità di visione, in quanto più si è rilassati più ci si riesce a concentrare su quello che si osserva.
Ebbene, come premesso il delos ha la possibilità di sollevare il corpo esterno, in più ha il norale paraluce in gomma ripiegabile. Premesso che non porto gli occhiali, l’unico modo comodo che ho di approcciare all’oculare è di appoggiare sia il sopracciglio sia la parte alta dello zigomo al paraluce, in modo da avere un appoggio sicuro e mettere meno forza sui muscoli del collo per posizionare nel modo corretto la testa. Per osservare in codesta maniera, bisogna sollevare completamente sia il barilotto sia il paraluce in gomma. In questo modo però i 72° vanno a farsi benedire, in quanto se ne vedono si e no 50°. Per vedere tutto l’afov, basta spingere in dentro l’occhio.

Il secondo parametro è la secchezza dell’immmagine. Devo dire che il lavoro fatto da Televue è egregio. Questo oculare fornisce, almeno sulla luna, un’immagine sicuramente migliore del cugino nagler t6.

Anche i riflessi interni sono molto contenuti nonostante il grande campo apparente.

Devo dire che son contento dell’oculare, aspetto con impazienza di provarlo con il dobson su ammassi globulari, planetarie e soprattutto galassiette, oggetto per il quale è stato mandato in pensione il naglerino zoom 3-6 e preso il delos in sostituzione.

Kapp

Le colline di Marius

Non è il nome di un libro di Heminguay, bensì una zona della luna osservata ieri sera. Trattasi di una vasta zona collinare a Ovest del Cratere Marius.
Al link si può vedere una fotografia della zona:

Queste in realtà non sono colline come quelle terrestri, ma sono Domi, cioè i resti archeologici del vulcanesimo lunare. A questo link la spiegazione di cosa sono i domi:
http://www.planetmoon.it/domi%20lunari.htm

All’oculare i Domi sembrano piccoli brufoli sulla faccia della luna. L’ingrandimento per scorgerli bene che ho usato è 220x, a 330x si vedevano molto bene, purtroppo il seeing non era stabile e solo a tratti si vedevano bene le cupolette.

In Patagonia, di Bruce Chatwin

Ho iniziato a leggere ieri questo libro. Sono letteralmente rapito. Le pagine hanno la capacità di proiettarmi direttamente lì, a migliaia di km di distanza. Una tale immersione nella lettura non mi succedeva da “Il Maestro e Margherita” di Bulgakov. Lo stile di scrittura è talmente semplice che ricorda grandi della scrittura come Montanelli o Remarque. Di questo, mi sento in dovere di fare i complimenti ai traduttori, veramente bravi!