Interismi

Solo tre anni e mezzo fa passeggiavamo sulla juve, trionfavamo in Europa, salivamo sul tetto del mondo.

Di quei giocatori ne sono rimasti 3: Milito, Zanetti e Cambiasso. Solo quest’ultimo che può ancora fare il titolare.

Ora ci ritroviamo una squadra a pezzi, con due soli giocatori imprevedibili, due soli campioni. Palacio e Guarin. Che succede? Diamo Guarin alla juve, la nemica di sempre, per prendere Vucinic.

Bòh, non so cosa passi per la testa della dirigenza, però fare un tuffo di queste dimension, passare dalla dominazione europea con il triplete ad avere la società in perdita, un solo campione e una squadra a pezzi… sì insomma, si sono proprio impegnati!

Màh, non ho parole per trasmettere il mio disgusto. Anzi, non è disgusto, è rassegnazione, peggio.

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Merde!

Merde!

« Dire queste parole, e poi morire. Cosa c’è di più grande? Poiché voler morire è morire e non fu colpa sua se quell’uomo, mitragliato, sopravvisse.
Colui che ha vinto la battaglia di Waterloo non è Napoleone sconfitto, non è Wellington, che alle quattro ripiega e alle cinque si dispera, non è Blücher che non ha proprio combattuto; colui che ha vinto la battaglia di Waterloo è Cambronne. Poiché fulminare con una tale parola il nemico che vi annienta, vuol dire vincere.
Dare questa risposta alla catastrofe, dire questo al destino, dare questa base al futuro leone, gettar questa ultima battuta in faccia alla pioggia della notte, al muro traditore d’Hougomont, alla strada incassata d’Ohain, al ritardo di Grouchy e all’arrivo di Blücher.
Portare l’ironia nel sepolcro, fare in modo di restar levato sulle punte dopo che si sarà caduti, annegare in due sillabe la coalizione europea, offrire ai re le già note latrine dei cesari, fare dell’ultima delle parole la prima, mescolandovi lo splendore della Francia, chiudere insolentemente Waterloo col martedì grasso, completare Leonida con Rabelais, riassumere questa vittoria in una parola impossibile da ripetere, perdere il campo e conquistare la leggenda, aver dalla sua, dopo quel macello, la maggioranza, è una cosa che raggiunge la grandezza di Eschilo.
La parola di Cambronne fa l’effetto d’una frattura: la frattura di un petto per lo sdegno, l’irruzione dell’agonia che esplode! »
I Miserabili, Victor Hugo.

Il Tempo

Tra i concetti più affascinanti, tra i misteri più irrisolvibili della nostra esperienza, il Tempo e il suo correre incessante è forse il più grande.

Cos’è il passato? Soprattutto esiste il passato? Solo nella nostra memoria, a quanto pare.

E il futuro? Cos’è il futuro? Se nell’istante in sè medesimo il futuro non c’è ancora, come fa a realizzarsi un istante dopo?

Ma il più drammatico enigma è il presente, l’adesso, ma è già svanito. Il presente esiste?

Da quel che ho capito, lo Zen ha come ricerca ultima la percezione del sé nel presente, eliminando tutto il resto. Ma è possibile?

E poi, dopo la filosofia arriva la fisica di Einstein a spiegarci che il tempo staccato dallo spazio è un’illusione. In verità tempo e spazio sono tutt’uno. Sembra quasi un’assurdità, un ritorno allo stato stazionario, all’universo statico. Se lo scorrere del tempo è un’illusione, vuol dire che non ha senso parlare e discutere di quanto tempo è passato dal big bang, perché se il tempo non ha una direzione univoca come noi la percepiamo, allora esiste solo l’eternità, dunque il big bang è per sempre, l’adesso è per sempre, il futuro e il passato sono per sempre. Noi abbiamo solo l’illusione di viverli perché siamo limitati da questo senso unico della percezione del tempo. In verità tutto è fermo. Tutto già esiste. E addio libero arbitrio, è già tutto scritto.

Non ci sto capendo più niente.

Scienza, Conoscenza e Ignoranza

Segnalo un bell’articolo di Pero Bianucci su Le Stelle di questo mese. Il giornalista racconta che alla Columbia University c’è un Corso di Ignoranza.

Il professor Stuart Firestein, che ha la cattedra del corso, spiega la conoscenza e l’ignoranza attraverso una bella metafora: nel mare di tutto quel che conosciamo c’è un’isola che è la conoscenza, le spiagge rappresentano le domande di cui cerchiamo risposta.

Con l’avanzare della scienza l’isola aumenta la sua superficie ma aumentano anche le coste, quindi aumentano le cose che non capiamo, aumentano le domande.

Il punto interessante e paradossale è che nel mare di tutto ciò che ignoriamo ci sono cose che sono oltre il nostro orizzonte e che quindi noi non sappiamo neanche di non conoscere! Quali potrebbero essere queste cose e in che direzione si sta muovendo la scienza?

Consiglio a tutti la lettura del bell’articolo.

Kapp

ritorno sulla luna – 08/01/2014

Ho ricominciato, dopo anni, a riprovarci con le foto hires. Siamo all’inizio. Per ora sono impazzito con lo stazionamento dell’eq6. Migliorandolo sono sicuro che riuscirò a portare la focale equivalente a 4000mm.

Per ora beccatevi queste:

Valle delle Alpi e Cassini

La Valle delle Alpi è ripresa durante l’alba. Tutta la stretta vallata è ancora in ombra, ma il sole sta sorgendo. Notare la presenza del monte del Monte Piton in alto a sinistra, con il versante est completamente illuminato.

Cassini e i Monti Caucasici

I monti caucasici mi hanno molto affascinato. Sembra una penisola che si sta sollevando dalle acque. Bellissima la vallata di fianco a Theatetus, proprio al centro della catena montuosa.

Stofler e Maurolycus

Questi due crateri si trovano in una zona particolarmente “bombardata”. Il gioco di luci e ombre sui crateri sovrapposti genera forme tipo l’uncino in basso a destra di Maurolycus.

Ho provato a calcolare il campionamento ottenuto. Ho misurato Cassini, che il Virtual Moon Atlas mi da’ di diametro pari a 30″ e 57,2km, ho contato circa 76 pixel. Dunque il campionamento si aggira intorno a 0,38 – 0,39 secondi d’arco per pixel, o anche 750m per pixel. Questo si accorda con un rapporto focale del C8 pari a f10. Per ora è ancora una misura approssimativa. Appena riuscirò a fotografare Giove o una doppia di cui si conosca precisamente la separazione, a quel punto sarà facile calcolare il campionamento.

montature che vanno, montature che vengono

Domenica arriverà la eq6. Sarebbe la mia prima montatura seria, con cui poter fare qualcosa di interessante. Il primo progettino in campo è sulla luna, Vorrei fotografare crateri e zone della luna sotto diversa illuminazione. Non so ancora a che mi servirà, forse a creare delle gif, forse a creare un atlante personale. Bòh!

Nel frattempo devo salutare la fida t-sky. L’ho usata spesso dal balcone. E’ molto pratica, ma il problema delle montature altazimutali manuali è l’inseguimento. Senza inseguimento non si può fare niente altro che mera contemplazione. Vorrei iniziare a fare cose un po’ più serie. 

E poi vogliamo mettere la comodità di avere il l’oggetto sempre al centro dell’oculare?