Delos 6mm vs nagler zoom 3-6mm

Ebbene sì, il pargoletto è tornato all’ovile. Quale miglior campo di confronto di questo Marte così brillante?

Così a mezzanotte di venerdì 18 ho puntato il pianeta rosso con il newton skywatcher da 10″ sulla mia vecchia eq6.

Il seeing stimato è stato III con punte di II su scala antoniadi. Trasparenza buona, ogni tanto delle nuvolette passavano davanti al pianeta rendendolo meno luminoso.

Per la prova non ho utilizzato filtri.

Il pianeta presentava la Syrtis Mayor quasi in meridiano, con la prosecuzione in Sinus Sabaeus. Sotto di questo spiccava luminosa la Deucalionis regio che lo divideva da Pandorae. Sotto la Syrtis, Hellas era luminosissima! La calotta polare nord era abbastanza visibile, ma molto ridotta. C’erano delle nuvole sui bordi est e ovest del pianeta. 

La prima differenza che salta all’occhio tra i due oculari è la trasparenza delle lenti: nel delos il pianeta è molto più luminoso, se da un lato questa luminosità per essere ridotta necessiterebbe di un ingrandimento maggiore, devo dire però che rende meglio sui dettagli chiari, che risultano meglio risolti. Un esempio è una piccola formazione nuvolosa che nel delos si vede molto chiaramente di fianco alla Syrtis Mayor. La stessa nuvoletta, nel naglerino non si vede a 6mm, ma solo ingrandendo. Il fenomeno è un po’ strano: ingrandendo si riduce la luminosità diminuisce, ma si risolvono meglio i dettagli. Il grande pregio del naglerino è appunto questo: click e zoomo, senza stare a sfilare l’oculare, prender la barlow ecc. Per quanto riguarda i dettagli scuri i due oculari si equivalgono. Presumo che con l’uso di filtri scuri sia preferibile il delos, stante la maggior trasparenza, ma la cosa è da verificare.

Un secondo confronto è stato tra il naglerino a 3mm contro il delos + la barlow televue 2x. Nonostane l’ottima ottica della barlow, mi è parso che il dettaglio e la facilità di messa a fuoco sia meglio nel naglerino. C’è anche da dire che, avendo gli ingrandimenti parafocali, zoomare è facilissimo senza rimettere a fuoco. Nel delos invece, per aggiungere la barlow, bisogna necessariamente ritrovare il fuoco che, a elevati ingrandimenti e su un telescopio veloce come il mio newton, è tutt’altro che semplice.

Fine primo round, speriamo di ripeterci stasera!

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Recensione Televue Delos 6mm

Dopo le prime impressioni descritte qui :https://kappellate.wordpress.com/2013/10/17/prime-impressioni-delos-6mm/
Passo a descrivere più precisamente le prestazioni del “mitologico” oculare.

Costruzione meccanica 10
Come al solito televue si distingue per la meccanica perfetta dei suoi oculari. Tutto è al posto giusto e funziona egragiamente. Compreso il sistema che alza la conchiglia del paraluce, che si può bloccare all’altezza desiderata. Annerimento interno perfetto, tanto che non si avverte alcun riflesso.

Ergonomia 10
Nelle mie prime impressioni scrivevo che non ero riuscito a trovare una posizione comoda per l’occhio. Posso dire invece ora che posizionando il twist up a metà e alzando la gomma del paraluce ho trovato la posizione perfetta. In più, la forma affusolata garantisce ottima presa, anche con i guanti.

Incisione 10
E’ un ortoscopico con la comodità di una poltrona frau. Dettagli migliori che nel LVW 5mm, anche in condizioni di ottimo seeing.

Correzione cromatica 9
A me il bianco sembra bianco, come amano gli ortoscopisti più incalliti. L’oculare non ha colori spuri o tonalità calde. A mio parere rispetta molto fedelmente i colori dell’oggetto osservato. Con questo oculare ho potuto osservare su giove tenui differenze di tonalità nella zona equatoriale, che andavano dal bianco/azzurro al bianco/giallo. Il voto è nove perchè non l’ho mai confrontato con un ortoscopico.

Correzione del coma 9
Campo quasi perfettamente sfruttabile da bordo a bordo. L’immagine è corretta per circa 50°-60° di campo. Ciò che è oltre di solito mi serve per ricentrare l’oggetto prima di perderlo, quindi direi ottima correzione.

Trasparenza 10
E’ qui viene il bello! Il nuovo coating televue, già usato sugli ethos, è eccezionale. Le più deboli galassie-cacchette spuntano come funghi. A detta di alcuni astrofili d’oltreoceano, i delos avrebbero una trasparenza migliore degli ethos. Questo non posso però confermarlo, non avendoli provati fianco a fianco.

Campo apparente 8
72° apparenti a me bastano e avanzano, ma capisco con gli ethossici magari si possano sentire soffocare alla vista del barillotto nero intorno al campo stellare. Io, a dir la verità, mi trovo meglio, quasi più sicuro ad avere un appigglio a cui aggrapparmi. La visione del barilotto mi permettono di avere un riferimento sui campi stellari che sto osservando e su eventuali misure. Gli 82° dei nagler e addirittura i 100° degli ES e degli Ethos non da’ riferimenti e diventa più difficile per me capire le proporzioni di ciò che sto osservando.

Conclusioni
Non credevo che avrei mai provato un oculare migliore dei Lantanium Vixen Wide in termini di incisione, correzione e campo. In definitiva per me un oculare perfetto. A questo punto son curioso di provare la focale 4,5mm…

Un pomeriggio su Giove

Ieri pomeriggio, complice una congiunzione larga tra luna e giove, son riuscito a puntare il gigante gassoso.

E’ strano osservare un pianeta con l’azzurro del cielo intorno, al posto del grigio/nero.

Comunque, se alle 17:00 il seeing era abbastanza buono, la troppa luce non permetteva di risolvere dettagli a basso contrasto. Con il passare del tempo però, dalle 19:00 in poi, ho notato belle sfumature.

In particolare hanno attirato l’attenzione due oggetti nella zona equatoriale. Se questa aveva una colorazione bianco azzurra, c’erano due begli ovali color crema, bianco gialli.

Verso le 19 ho anche puntato la luna. Il cielo chissà perchè, sui pianeti non perdona niente. Sulla Luna invece basta un po’ di calma per tirar fuori dettagli a iosa. E’ così che ieri mi son concentrato su una rima davvero piccola: Rima Calippus. Posta a Sud del Cratere Alexander, è lunga 40km. Particolare la forma in quanto, parte dritta e poi fa una curva quasi ad uncino. Dettaglio davvero minuto, comunque: segno di gran seeing e di ottima collimazione.

Eh sì, ieri pomeriggio ho ricentrato per benino il secondario del newton da 10″, che non vedeva tutto il primario. Dopodichè ho collimato per benino con il barilotto forato. Ho controllato la collimazione infine con il laser: naturalmente il laser era scollimato… Non ne ho mai avuto uno a posto, incredibile! Comunque, ho ricontrollato in serata a 300x con lo star test e le figure di diffrazione erano quasi perfette.

In serata ho puntato Marte, ma era veramente troppo basso, ribolliva tutto.

Bazenata di fine inverno

Sabato sera io e il prode Pierfrancesco siam saliti alla volta del rifugio Bazena, in occasione della luna nuova di marzo. E che occasione: personalmente era da novembre che non osservavo. Prima luna nuova di primavera, ma clima invernale!
Temperatura molto rigida, dunque, e strada scavata dentro un metro e mezzo di neve per arrivare al rifugio. Tutto l’ambiente era sommerso di candida neve bianca, sembrava di stare al polo nord!

Nel piazzale osservativo oltre a noi c’erano Simone con il suo bel 40 dotato di torretta binoculare zeiss e il telescopio/clavicembalo in mogano del buon Giovanni 😀

Ho iniziato ad osservare alle 21:00 e finito intorno alle 2 – 2:30. Serata di non eccezionale trasparenza, in compenso il sseing era abbastanza decente per spingere un po’ sulle caccolose galassiette di cui il sottoscritto è ghiotto, molto ghiotto.

Se mi ero preparato benissimo il leone e il leone minore, naturalmente ho osservato soprattutto canes ventatici e ursa major. Le velature a sud mi hanno sconsigliato di puntare quella zona di cielo. Così ho puntato da est allo zenit. E’ da un po’ che osservo preferibilmente nei pressi dello zenit, giovando di sicuro ogni volta della parte migliore di cielo. E’ un po’ dura capire come
muovere un telescopio altazimutale in quella zona, però l’osservazione ne giova tantissimo in termini di trasparenza e seeing.

Veniamo agli oggetti osservati. In tutto ho osservato 47 oggetti, di cui 42 oggetti della lista Herschel 2500 e due semplici NGC. Non prendo nota dei messier, ne ho osservati una quindicina, tutti i piatti tipici di primavera: dalle galassiette del leone e della chioma, alla vortice, la m101 e i primi globulari estivi: noto ora che mi son scordato di M82 e della sua supernova, sarà stata ancora visibile?
Comunque, se il piano osservativo prevedeva di partire da Tania Australis e scendere verso i due felini di primavera, bèh, vicino alla zampona dell’orsa ho osservato solo la galassiona ngc 3184. Bellissima spirale di faccia. Se il nucleo è molto piccolo, si intuisce bene la struttura dei grandi bracci a spirale. Di primo acchitto direi che sarebbe da classificare come Sc nella sequenza di Hubble.

Secondo Puspo, passato a salutarci dopo cena, non era perfettamente di faccia, ma lievemente di 3/4. La foto la mostra inesorabilmente di faccia: sarà che ha delle braccia più luminose da una parte?
Altro oggetto molto interessante è vicino a Chara: la celeberrima coppietta ngc 4485/90. Sembrano due girini. La 4490 è più grande, noto una forma allungata NE-SO e un nucleo decentrato e di forma triangolare. La 4485 è più piccola, disposta a 90° rispetto al girino maggiore, ma di forma molto simile.
Andiamo nella chioma: zona tra la beta e la gamma. Questa zona è zeppa di galassiette ma io sono schizzinoso e guardo solo quelle della lista Herschel. Degna di nota è la ngc4725: spirale di 3/4, molto luminosa, ricorda molto la 2903 nella chioma del leone. Non avverto però condensazione dell’alone o bracci, peccato! Lì di fianco la sua compagnietta ngc4712 la guarda stranita: lei è piccolina, ha paura e le va dietro come un cucciolo con la mamma. Effettivamente è simile anche se più piccola.
Ora una coppia peculiare: ngc4618 dall’alone tondo, a N c’è un nodulo staccato e chiaro scuri nel bulge. Lì di fianco c’è la 4625 che noto avere un alone tondo e un nucleo puntiforme. Purtroppo non mi accorgo che sono due galassie molto simili. La peculiarità che ho notato nella prima, si ripete anche nella seconda, anche se a più bassa luminosità superficiale. Comunque in foto assomigliano a quei granchietti con una chela enorme e l’altra quasi inesistente, dato che hanno tutte sono delle spirali con un solo braccio molto pronunciato.
Passiamo alla tripletta di galassie ngc5350, 5353, 5354. La prima spicca subito all’occhio per la forma a S, le altre due sono un po’ anonime essendo puntiformi, ma insieme formano un bel quadretto con una stella di 6.5.
Passiamo ad un oggetto un po’ anonimo nel Bovaro: ngc5653 Galassietta di 12.2 la descrivo con nucleo puntiforme decentrato sul vertice a N dell’alone triangolare.
Sempre nel bovaro ho trovato un cugino sfigato di M3: ngc5466 è un globulare ampio e sparso, stelle di luminosità fioca e molto simile. Leggo ora che è di classe XII, quindi direi che l’osservazione è giusta.
Passiamo infine alle compagniucce di M101. Non parliamo della galassiona: vederla allo zenit vuol dire puntare direttamente con il telescopio in verticale verso il buco nero al centro del suo nucleo.
Ho osservato 3 compagne: ngc5473, dal nucleo puntiforme, alone a D; ngc5474 alone esteso a forma di D, nucleo invisibile; ngc5485 dal nucleo puntiforme e alone tondo.

La serata è stata bella, la compagnia pure, però dopo 5 ore di osservazione al gelo direi che mi son meritato il riposo del guerriero.

qualche considerazione sullo skywatcher 250/1200 II parte

Ieri sera ho controllato la centratura del secondario. Ovviamente era storto.

Dal portaoculari, nel secondario non si vedeva tutto il primario. Ciò che si vedere era solo una parte con la cella. Dalla parte opposta il primario era “tagliato”.

Attenzione: allo star test non si avverte la non centratura del secondario come una scollimazione, in quanto se l’asse ottico è allineato con il focheggiatore, non si nota una figura di diffrazione storta. Ciò che si può avvertire è un po’ di astigmatismo. 

Fatto sta che l’altro ieri le figure intra ed extra non erano perfette a causa di una flessione da imputare al tubo ottico, al focheggiatore o al drawtube del focheggiatore.

Bene, ultimate le operazioni di centratura del secondario ho puntato giove bello alto quasi allo zenit.  Meraviglia delle meraviglie: avrò beccato un seeing della madonna. Era il tramonto dunque non era ancora iniziata l’inversione termica del cemento e dei palazzi che rendono il microseeing locale na schifezza.

Il microdettaglio sulle bande era impressionante, da perdersi dentro. Ho notato anche una “virgolozza molto scura” tra la GMR e la SEB, in direzione opposta alla SEBZ. Direi che fosse di tonalità grigio-marrone con indice di scurezza 9. Un po’ come il disegnino stilizzato qua sotto:

Immagine

 

qualche considerazione sullo skywatcher 250/1200

Come scritto nell’articolo precedente, ho comprato un newton skywatcher 250/1200 per cercare di costruirmi un dobson trasportabile.

Premetto che sono calcoli e misure che devo riverificare.

Innanzitutto, il tubo ottico è largo 28cm, a cui si aggiungono 7 cm di focheggiatore e 3,5cm di adattatore da 31,8. Il tutto pone la battuta del focheggiatore a circa 24,5cm di distanza dal centro del secondario (tralasciamo l’offset, per ora).

Il secondario sembra avere un asse minore di circa 58mm. A conti fatti, vedendo che per andare a fuoco devo estrarre il focheggiatore di circa 4 cm, mi ritrovo con una distanza piano focale – secondario di 28,5cm (l’oculare ha una barlow interna che pesca dentro la battuta del portaoculari). Dunque, la distanza primario – secondario è 920cm.

Questo valore mi porta a calcolare il CPL negativo, che può andare bene per il piccoli sensori delle camere planetarie, ma che di sicuro non copre i grossi sensori delle moderne reflex digitali. “Ma a me che me ne frega, tanto sono visualista!” verrebbe da dire. Il punto è che il secondario non intercetta tutto il fascio ottico che arriva dal primario e lo diaframma. Ma veniamo al test visuale. C’è qualcosa che torce. Le figure intra extra non sono identiche, nel senso che se collimo una, l’altra si scollima. Sicuramente il focheggiatore non è perfettamente in asse. A cosa può essere dovuto? 

– il tubo flette;

– il focheggiatore, uscendo parecchio e con oculari pesanti come i LVW flette;

– il focheggiatore è semplicemente non in asse ed è da collimare.

 

Nonostante tutto questo, il telescopio visualmente ad una prima occhiata si comporta abbastanza bene (vedi il marte dell’articolo precedente).

Segno che noi astrofili ci riempiamo di seghette mentali? Oppure se fosse tutto a posto, si vedrebbe meglio? Inizio seriamente a rivalutare la mia autocostruzione del dobson da 42cm 😀

primo marte di aprile

Ieri sera ho messo sotto torchio il dobsoncino da 10″ appena arrivato a casa kappotto.
Ho notato un lieve disallineamento tra la figura intrafocale e extrafocale. Collimata una, risultava scollimata l’altra. Molto probabilmente è un problema di focheggiatore storto. Ma vabbèh, si osserva volentieri anche così.

Puntata la bella doppia algieba per controllare la puntiformità delle stelline doppie, queste si son viste a forma di piccola crocetta, quasi normale per newton non perfetti e con seeing così così.

Puntato finalmente il pianeta rosso, mi accorgo che con un pianeta così basso è difficile cavarci qualcosa, invece…

Invece di primo acchito a 200x si intravedono interessanti particolari: innanzitutto la calotta polare nord, estesa fino alla latitudine + 70 circa.

Sotto la calotta polare parte una grande C ad albedo scuro non uniforme. La parte tangente la calotta dovrebbe essere mare boreum, che sale per il mare acidalium e finisce irregolare e interrotta con achillis fons e idaeus fons. L’ansa chiara dovrebbe essere Arcadia che si insinua tonda fino ai bordi del mare acidalium.
Sopra il mare acidalium, il niliacus lacus sembra coperto da delle nuvole.
A Sud domina una parte molto scura che dovrebbe corrispondere a aurorae sinus e la parte a sud di Thaumasia.

La mappa a questo link: osservando il globo a 90° dovrebbe dare una buona idea di come si presentava il pianeta.