Binocularite

Finalmente, lunedì sera, son riuscito ad osservare con la binoculare! Fin’ora avevo sempre faticato non poco a trovare la distanza interpupillare esatta. Come ho risolto?

Ebbene, infilo gli oculari nella torretta binoculare, ci osservo dentro puntando la binoculare verso il cielo e aggiusto la distanza pupillare fino a quando vedo un cerchio unico. A quel punto metto la binoculare nel focheggiatore. Che scoperte dell’acqua calda, eh?

Ebbene ora osservo con il vmc200l con 3 coppie di oculi: 2 plossl 30mm, 2 abbe da 18mm e devo provare due plosssl da 10mm.

I due plossl da 30mm hanno un’estrazione pupillare davvero esagerata. In più sono senza paraluce. Ho risolto con dei paraluce presi da miotti. Sono ottimi e fungono da appoggio perfetto.

I 2 abbe da 18mm sono stupendi… perfetti… incisi e comodi!

I 2 plossl da 10mm non li ho ancora provati. Con la torretta e il correttore mi darebbero 330x.

Un verme scava però nel profondo… usare la torretta con il dobson da 42cm. Con il correttore per newton della baader, il sistema mi mangerebbe solo 31mm di backfocus. Il problema è che ora ho 5mm di back focus 😀

Per tirar dentro il focheggiatore del dob di 3cm, dovrei rifare la secondary cage… questo mi frena un po’, per il costo e per lo sbattimento… Vediamo cosa riuscirò a fare…

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L’opposizione di Marte del 2014

1 – Introduzione

La recente opposizione di Marte mi ha dato per la prima volta l’opportunità di osservare e disegnare il pianeta con continuità. In tutto ho eseguito 18 osservazioni con disegno. Questo articolo vuole essere un sunto di quella che è stata un’esperienza osservativa e formativa.

Anche se Marte è stato in opposizione il giorno 08/04/2014 e ha raggiunto un diametro equatoriale pari a soli  15,1″, non essendo un’opposizione perielica. Le osservazioni sono potute partire soltanto dal 22/04/2014 e si sono concluse il 10/06/2014, data nella quale il diametro equatoriale era sceso a 10,9″ e in cui il pianeta presentava un’evidente fase di 80,8°

Il pianeta ha raggiunto il solstizio invernale (per l’emisfero sud ) nel giorno 16/02/2014 e l’equinozio primaverile (sempre per l’emisfero sud) il 18/08/2014, dunque le osservazioni si sono svolte durante la fine dell’inverno dell’emisfero sud.

Di seguito esporrò le osservazioni utilizzando la suddivisione della BAA, per i nomi delle macchie di albedo ho fatto riferimento alla mappa UAI in proiezione cilindrica. Le osservazioni sono state effettuate con un  maksutov-gregory da 5″ e un newton da 10″.

mappa uai della precedente opposizione
mappa uai della precedente opposizione

2 – Dettagli superficiali

Regione I (meridiano da 250° a 10°).

Il particolare più scuro è stato senz’altro la Syrtys Mayor, specialmente nella sua zona meridionale. La testa ha mostrato un aspetto appuntito in direzione N. Il 27/05 mi è parso di aver osservato Nilos Syrtis.  Proseguendo a sud, sotto la testa della Syrtis, Lybia e Iapigia erano nettamente più chiare, di color mattone. Le macchie di albedo si sono ri-inscurite nel Mare Tyrrenum. Non vista la Syrtis Minor.

A nord, Boreosyrtis mostrava due corna, a longitudine 290° e  270°. E’ probabile che il corno a longitudine 290° fosse Coloe Palus, la cui divisione con Boreosyrtis non son riuscito a risolvere. A sud Hellas si mostrava come una macchia chiarissima.

Regione II (meridiano da 10° a 130°)

I dettagli più scuri della regione sono stati sicuramente il Mare Acidalium a Nord e la punta del Mare Eritraeum E la punta del Sinus Sabaeus a sud. Le due punte hanno dato l’impressione di canali in due diverse occasioni di seeing non perfetto: devo dire che mi sono sentito un novello Schiaparelli! In zona equatoriale spiccava il Niliacus Lacus di albedo leggermente più chiaro delle suddette formazioni. Tra quest’ultimo e il Mare Acidalium era evidente la lacuna ad albedo chiaro chiamata Achillus Pons. A sud purtroppo non sono riuscito a distnguere in maniera netta i chiaro-scuri che circondato il Solis Lacus, visto come una macchia screziata. La regione di Tharsis è stata di albedo uniforme, non ho notato zone più scure che potessero ricordare la posizione dei tre vulcani.

Regione III (meridiano da 130° a 250°)

E’ stata sicuramente la zona più interessante, anche se di solito piuttosto avida di dettagli, viene infatti soprannominata la faccia “noiosa” di marte. A sud il Mare Sirenum e il Mare Tyrrenum incorniciano una zona a basso differenziale di albedo: Amazonis, che ha però mostrato formazioni interessanti. Tutt’altro che piatta infatti, alternando l’uso di un filtro di contrasto e un W21 si sono risolte parecchie differenze di albedo al limite della visibilità. A nord, la zona più scura era il Trivium Charontis, seguita dalle più chiare Propontis I e II. Elysium ha mostrato il solito albedo chiarissimo.

3 – Attività atmosferica

L’attività atmosferica di marte che sono riuscito ad osservare è stata di vari tipi. Il più evidente è stato sicuramente la formazione di nubi e/o nebbie nelle zone di alba e tramonto del pianeta, osservate costantemente per tutta la durata dell’opposizione. Secondariamente posso citare le formazioni nuvolose sopra la zona di Tharsis e della Nix Olimpica, date dai rilievi montuosi vulcanici tipici di quelle zone. Nette e costanti sono state le nebbie in Hellas e Elysium, che sono sempre state osservate di colore bianco: molto evidenti con l’uso di un filtro blu W82A. Infine l’attività atmosferica che più mi ha colpito: in Tempe c’è stata costante una formazione nuvolosa di spiccato colore grigio ( colore confermato da altri osservatori) che arrivava al confine con il Mare Acidalium e sul qualche finiva in maniera netta. Infine una nota storico-culturale: nei giorni a metà maggio ho osservato una formazione di albedo molto chiaro che percorreva il pianeta orizzontalmente all’incirca sul piano equatoriale. Trattasi della Banda Equatoriale di Marte, osservata già in passato da osservatori storici quali Schiaparelli e Antoniadi. Ebbene, pare trattarsi di una sorta di allucinazione o effetto ottico indotto dal cervello, al pari dei famosi canali.

Ho provato a verificare il Violet Clearing in diverse occasioni, osservando dettagli solo il 18/05/2014. Dettagli che però non corrispondevano a macchie di albedo visibili senza il W47.

4 – Regioni polari

Avendo osservato la seconda parte dell’inverno meridionale di marte, ho potuto osservare il ritiro della calotta polare Sud. Se all’inizio dell’osservazione la stessa poteva avere uno spessore di circa 70°, con il passare dei giorni lo spazio occupato è diminuito fino ad uno spessore di circa 30°. Durante il ritiro si sono potuti osservari diversi frammenti di ghiaccio lasciati dal ritiro, come evidenti macchie di albedo molto chiare. Essendo visibili anche con un filtro rosso, ho escluso potesse trattarsi di nuvole o nebbie. Si può ipotizzare che le zone in cui la calotta di ghiaccio ha lasciato residui non fossero pianeggianti ma, a causa di grosse vallate ci sia stato del ristagno di ghiaccio, resistito all’arrivo della regione più calda.

5 – Conclusioni

Seguire un’opposizione marziana con costanza permette di imparare diverse cose. Innanzitutto è una lezione continua sulla morfologia del pianeta. Ogni giorno si vede circa 20° in più di superficie, a causa della rotazione di Marte sul suo asse. Ogni giorno il pianeta cambia, con i suoi eventi atmosferici  e con eventi improvvisi come le tempeste di sabbia ( che purtroppo non sono riuscito a osservare). Marte è comunque un’ottima palestra di allenamento per l’occhio dell’astrofilo. Il pianeta ha un diametro angolare piccolo ma ha una luminosità superficiale molto forte, dunque, se da una parte sopporta elevati ingrandimenti anche con seeing non perfetto, dall’altra tende ad accecare l’osservatore che deve sforzarsi per distinguere i differenti albedo. Ultima ma non meno importante è l’uso dei filtri per evidenziare diversi dettagli. Inizialmente gli astrofili tendono a sottovalutare l’uso dei filtri colorati, che però nell’osservazione visuale dei pianeti si rivelano dei veri e propri “rasoi” che evidenziano ognuno una particolarità fisico-chimica diversa del pianeta. Invito tutti quindi a osservare e studiare i pianeti con costanza e impegno, senza limitarsi ad un occhiata ogni tanto. Solo con l’impegno e lo studio si riesce ad approfondire la propria passione per il cielo. Un ringraziamento speciale a Raffaello Braga e Ivano Dal Prete, è solo grazie a loro se la passione per il pianeta rosso mi è esplosa dall’occhio alla matita.

Bibliografia Essenziale

Falorni M., Tanga P. e vari “Osservare i pianeti, manuale della Sezione Pianeti UAI”

Grego P. “Mars and how to observe it”

Price F. W. “The planet Observer’s Handbook”

Un benvenuto al VMC200L

Ho radicalmente cambiato il set-up osservativo dal balcone di casa un po’ troppe volte. Da un ingombrantissimo newton 10″, al piccolo etx125 fino al bellissimo vixen 102m.

Ora ho avuto l’opportunità di un telescopio “serio”. Così, ho venduto tutto e ho comprato il tanto agoniato vixen VMC200L.

Che telescopio è?

Innanzitutto si può partire dal particolarissimo schema ottico.  Trattatisi di un Cassegrain modificato. Primario e secondario sferici. Il secondario non ha però la lastra corretrice, ma bensì un correttore ottico posto davanti:

il particolare schema ottico
il particolare schema ottico

La focheggiatura non avviene tramite traslazione del primario, ma attraverso un focheggiatore a cremagliera esterno. Purtroppo, nell’esemplare in mio possesso, il focheggiatore non è il non plus ultra della fluidità. Focheggiando si ha qualche punto più duro e non sempre, durante la messa a fuoco viene rispettata l’ortogonalità del sight tube. Poco male, con un’oretta di lavoro sulle brugole antistanti il corpo del focheggiatore e sulle viti che spingono sulla vite senza fine della cremagliera, ho trovato un compromesso decente.

Unico nel suo genere, il fatto che la collimazione avvenga su tutti e tre i punti critici: focheggiatore, secondario e primario. Li ho elencati in questo modo in quanto vanno collimati in questa successione. Penso di aver raggiunto una buona collimazione. A 666x la stella sfuocata in intra focale è perfetta, quella in extra è leggermente asimmettrica. Devo capire se dipende dalla prolunga che ho applicato prima del diagonale, anche se penso di dover ridare una ritoccata alla collimazione del foch.

Perchè la prolunga? Perchè questo telescopio ha un fuoco davvero esterno. Con il diagonale baader t2, per andare a fuoco devo estrarre tutto il focheggiatore, con evidenti problemi di tenuta con accessori di peso quali le torrette binoculari. Con una prolunga non si ha bisogna di estrarre totalmente il sjght tube del focheggiatore. La prolunga per ora sono gli anelli degli oculari baader hyperion, applicati al diagonale. Questi anelli non mi hanno fatto mai penare, quindi son convinto che il problema sia altrove.

Per ora ho osservato solo il sole con un filtro solare a tutta apertura:

vmc al sole

Il seeing diurno non regge i 20cm di apertura, dunque dovrò fare un diaframma eccentrico di 8cm, in modo da godere delle macchie senza lo sfarfallio dell’atmosfera.

Ho osservato anche qualche doppia, divertendomi non poco:

doppie

Per ora doppie strette strette non è ho provate, ma ho pronta una lista di doppie test che ho mandato anche ad altri astrofili con strumenti di diametro simile.

Spero poi che il meteo mattutino migliori. L’intenzione sarebbe quella di svegliarsi una mezzoretta prima per poter osservare e disegnare venere e giove, in modo da avere anche buone indicazioni sulla resa più puramente ad alta risoluzione.

A presto…