In queste mattine il Pianeta Rosso culmina alle 06:30, pertanto si può iniziare ad osservare proficuamente Marte iniziando a riconoscere le principali formazioni di albedo e i fenomeni atmosferici più vistosi.
Riporto qua sotto una mappa, un po’ datata ma ancora molto sfruttabile per riconoscere le principali formazioni scure:

mappa 20112012

Attenzione che alcune formazioni di albedo possono subire dei cambi di forma e intensità. In ogni caso, ogni osservazione di Marte non è mai identica alle altre, a causa dell seeing, della nostra stanchezza ecc. Dunque cercare di tener d’occhio queste ci allena a riconoscerle e a capire eventuali mutazioni.

Al momento nell’emisfero Nord del pianeta è iniziata da poco l’estate. La calotta polare è abbastanza ridotta. Per dare dei numeri sulla base delle immagini pubblicato sul sito dell’Alpo, a fine agosto (a primavera per il polo nord marziano) la calotta era estesa circa 2200km, mentre a inizio gennaio (inizio dell’estate nord marziana) era già ridotta a 750km ( dati estrapolati con winjupos sulle immagini dell’Alpo, da prendere con le molle perchè calcolati dal sottoscritto…).
Detto questo, l’opposizione sarà il 22/05/2015, ancora in piena estate marziana, pertanto è importante seguire l’ulteriore riduzione della calotta.
Contemporaneamente, per gli osservatori più assidui, sarà possibile tener d’occhio la wave of darkening, di cui si era parlato in un vecchio post. Trattasi dello scurimento dell’emisfero nord, durante la ritirata della calotta polare.

Particolarmente interessante è prender nota dei fenomeni atmosferici, che si possono dividere in:
– tempeste di sabbia, fenomeni che possono durare ore o giorni, si distinguono dalle nubi atmosferiche perché rimangono molto luminose anche con un filtro rosso;
– nuvole o nebbie, spesso si vedono al terminatore, quindi in quella zona di marte in cui si è vicini all’alba o al tramonto, oppure sopra determinate zone montuose, come la Nix Olympica o i monti di Tharsis.
– può essere che osserviate una “zona equatoriale”, trattasi di un’illusione ottica al pari dei canali e della loro geminazione, è interessante però riportarla.

Tutto quanto descritto sopra, possibilmente si può riportare in un disegno. Sul sito dell’Uai c’è il modello per riportare l’osservazione:
http://pianeti.uai.it/images/Modmarte.pdf
oppure c’è quello della BAA:
http://www.britastro.org/mars/images/report-form.pdf

Perché disegnare Marte nell’era del digitale?
1- gli osservatori del passato disegnavano, pertanto se si vuole confrontare l’osservazione di oggi, con quella di “ieri”, il disegno è più utile della foto;
2- ci sono cose che le camere di ripresa non vedono! Nella maggior parte delle riprese Amazonis è piatta, mentre all’occhio è piena di chiaroscuri molto leggeri.
3- disegnare ti costringe a concentrarti su quel che vedi e a cercare di capirlo e interpretarlo, dunque presuppone un percorso di crescita culturale dell’astrofilo.

Di cosa abbiamo bisogno?
– Un telescopio, possibilmente con inseguimento;
– Due oculari per ingrandimenti forti (marte, essendo piccolo e luminoso, regge meglio gli ingrandimenti rispetto a giove e saturno);
– tre filtri: uno rosso (per i dettagli scuri), uno blu ( per le nubi e la calotta polare) e uno di contrasto (che serve sempre).

Spero di non aver scritto troppo e soprattutto di aver scritto troppe cavolate, nel caso segnalatemele.

Buone osservazioni a tutti!

Kapp

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