I disegni di questi giorni

Osservando il pianeta Giove in questo 2016 penso di aver raggiunto i limiti strumentali e personali. 53 disegni, 39 con il VMC200L e 14 con il C11 mi hanno dato una buona idea di dove si può arrivare dal mio balcone sul gigante gassoso.

Per Marte, penso di poter fare ancora molto. Al di là del numero di disegni, 25, di tutto rispetto, la bassezza sull’orizzonte mi ha frenato davvero tanto. 11 disegni con il VMC a un pianeta ancora lontano dall’opposizione, 8 disegni con il C11 a un pianeta troppo basso, davvero troppo, 6 disegni con il piccolo sky90, davvero troppo piccolo. Penso che il pianeta possa darmi molte più soddisfazioni, cambiando ottica. I ricordi delle osservazioni del 2014 con il newton da 10″ in monoculare sono molto migliori dei disegni di quest’anno. Ora un newton di quelle dimensioni non me lo posso permettere sul balcone. Posso dire comunque che aveva un’ostruzione bassissima e il pianeta era un po’ più alto.

Saturno penso di aver raggiunto il top l’altro ieri.

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La trama delle bande sul globo non è mai stata così incisa, perfetta. Per assurdo in quel momento era un tantinello più basso che il marte osservato poco prima.

Fra due giorni molto probabilmente sky90 e C11 se ne andranno per un telescopio che spero possa darmi quel tantinello in più su marte che valga il sacrificio di una buona apertura (C11) e di una buona trasportabilità (sky90).

 

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La scoperta della divisione di Encke

Un appunto di Dawes (M.N., vol. 11, pp. 22-25) su un’osservazione di Saturno fatta da lui e da Lassel, tra novembre e dicembre del 1850, contiene riferimenti a una divisione sulla faccia sud dell’anello A.
Il 23 Novembre Dawes ha l’impressione di vedere una linea corta e stretta vicino al bordo esterno dell’anello. Il giorno dopo riceve una lettera da Lassel che scrive, mentre osservava il pianeta il 21 novembre con il suo rilfettore da 600m a ingrandimenti tra 219 e 614:”Ho la la ripetuta impressione di una divisione secondaria; e, se è vera, è a un terzo dell’anello esterno verso il suo bordo esterno. L’impressione è che sia uguale in tutte e due le anse…”.
Incoraggiato dalla conferma indipendente di Lassell, Dawes continua la sua ricerca, utilizzando un rifrattore dall’obbiettivo di elevata qualità ma dell’apertura di soli 160mm; lui stesso era, però, famoso per la sua abilità nel discernere i dettagli fini, e chiamato per questo “occhio d’aquila Dawes”. Il 25 Novembre, usando ingrandimenti tra 282x e 425x, Dawes… “ero soddisfatto perché, nei momenti di calma, una linea molto piccola e stretta era discernibile nell’anello esterno, vicino alla sua estramità…”. Il 29 Novembre annota “applicando ingrandimenti elevati e osservando il pianeta stabile per un tempo considerevole, ho osservato diversi scorci di una divisione vicino all’estremità dell’anello esterno. Era visibile occasionalmente con ingrandimenti pari a 323x; ma in maniera più sicura a 460x. DOpo qualche secondo di visione incredibilmente pulita, Ho esclamato involontariamente “ovvia”…”
Più tardi nella stessa notte, Dawes scrive: “A volte sono abbastanza sicuro della linea sull’estremità dell’anello esterno; ma molto di più sull’ansa seguente. Il bordo precedente è molto più buio rispetto al seguente, e scarsamente discernibile…”.

Da The Planet Saturn, A History of observation, Theory and Discovery. Di A. F. O’D. Alexander.

La grande notte

Il 20/09/1909 l’astronomo Antoniadi sperimentò il seeing perfetto. Puntando la Gran Lunette dell’Osservatorio di Parigi-Meudon verso Marte ( rifrattore da 84cm di apertura), disegnò la faccia con meridiano centrale 279°. I confini di Lybia non furono mai visti a quel modo…

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Mars 1909 09 20 Antoniadi

Tentazioni estive…

 

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Non parlo di ragazze in bikini, ma di un tripletto apo 152mm f/8, strumento che nuovo arriva a costare 5 cifre di euri.

Ebbene, tramite scambio, dato che è un po’ “vissuto”, potrebbe sostituire il mio parco strumenti.

Dicevo tentazioni estive. Già. Fra un mesetto i pianeti non saranno più visibili fino a inverno inoltrato, due più due, Marte nel 2018 ancora bassissimo, cazzarola un rifrattorone da 6″…

Dovrei rivoluzionare per l’ennesima volta tutto: dar dentro C11 e sky90 ( mi piange il cuore), sostituire la heq5 con un’eq6, costruirmi un armadietto in balcone per riporre la bestia.

Bestia sì: chiuso lungo 1 metro, largo 20cm (il paraluce), pesante 12kg.

Il cuore dice sì, la testa maseimatto.

 

 

Se ci ripenso, sul balcone non avevo più manco uno strumento. Usavo il dobson per andare in montagna una volta al mese. Dei pianeti non me ne importava nulla. Poi, un giorno, ho comprato un rifrattorino cinese 90/900 della bresser. Piccolino, con la sua montaturina. Mmm, che faccio? per i pianeti non si vede niente. Prendo un bel c8 di seconda mano e una vixen gp. Montatura alla quale sostituisco il treppiede. Ma non mi basta, su pianeti e luna voglio di più, e porto a casa una belva: un newton 250mm su montatura dobson. Davvero scomodo dal balcone, perciò riesco a comprare un’eq6 di fortuna. Il telescopio è enorme e pesante, mi serve qualcosa di piccolo e leggero: taaac, trovo un etx125 molto bello e performante! Ma che palle montare ogni volta quel pesantissimo colosso, in più le stelle non sono per niente belle. Così scambio l’etx per un bellissimo vixen 102m e vendo il newton. Bello il vixen, proprio bello, però per i pianeti si vede proprio poco. Vendo il vixen, vendo l’eq6 e prendo un bellissimo VMC200L che uso sulla vixen gp, che mi ero miracolosamente tenuto. Azz, però per i pianeti l’inseguimento era comodo… Che faccio? Compro una heq5. Bello bello bello: ho il sistema ideale ora. Un bel telescopio da 20cm, su una montatura con il goto. Peccato per quella focale un po’ lunga, mi piacerebbe avere ancora un piccoletto. Ecco che arriva a casa un takahashi sky90, un piccolo capolavoro ottico! Ma quant’è bello, ma quant’è bello! Intanto però il VMC200L… è bello sì. Ci ho osservato tanto, è il telescopio con cui ho osservato di più in assoluto… però sarebbe bello avere quel pizzico di diametro in più… Ecco l’occasione, riesco a scambiarlo con un C11. E’ enorme, ma la visione di giove lì dentro è fantastica!

E ora? E ora punto a capo con il rifrattore…

Marte del 06/06/2016

Ecco due disegni di marte a 2 ore di distanza l’uno dall’altro, eseguiti osservando nel bellissimo sky90 a 200x in monoculare.

 

 

Penso che il piccolo giapponese possa dare di più in termini di ingrandimento, ma è difficile partendo da una focale di soli 500mm!

Sono indeciso se puntare su una barlow 3x oppure su un oculare dedicato, tipo i nuovi vixen. Ho definitivamente messo in soffitta l’idea dell’extender-q, costa quanto un piccolo telescopio, decisamente troppo!