Un tuffo nel passato

Era il 1997. La cometa Hale Bopp dava spettacolo nel cielo. Da milano la intravedevo ad occhio nudo, o almeno credevo, non ricordo.
Una sera mio padre torna a casa e dice di aver comprato un telescopio. Era un cannocchiale azzurro in ghisa, 50mm f/10 50x. All’epoca non capivo cosa fossero quelle scritte.
Era fornito di traballante treppiede da tavolo, come tutti i cannocchiali in ghisa.

La sera provavo a scovare la cometona appoggiando il cannocchiale all’angolo del lucernaio in mansarda, senza però capire dove puntavo. Il campo piccolo, di circa 1°, del telescopietto certo non aiutava. Cercavo di capire la posizione delle stelle consultando “stelle e pianeti” di Rukl, ma niente, non riuscivo ad inquadrare niente. Presto mi stufai e abbandonai Rukl e Cannocchiale in un cassettone. Passeranno molti anni, 10, prima che la passione per l’astronomia torni dirompente.

Ieri dopo pranzo mi torna in mente il mio primo telescopio e chiedo a mia madre dov’è finito, quel vecchio cannocchiale. E’ sempre nel cassettone in mansarda! Lo recupero e tutto contento corro a casa. Mi piazzo sul tavolo e gli applico una barra a coda di rondine, per piazzarlo sulla montatura.

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Iera sera dunque prima vera luce, dopo 16 anni!
Gli oggetti puntati sono stati pochini, ma delle chicche.

M2 si percepisce come una stellina sfocata, gamma ari è una bellissima doppia stretta al limite (ben 7 primi), giove mostra le sue bande principali (neb e seb) senza dettaglio. I satelliti medicei danzano allegramente intorno al disco “fasciato”.

Questo romantico tuffo nel passato avviene alla vigilia del grande evento di quest’anno: la ison. Che sia di buon auspicio per avere finalmente una grande cometa? La cometa che non riuscii a vedere con il telescopietto 16 anni fa, ma che spero di puntare fra una settimana, quando avrà oltrepassato il cielo e scopriremo se sarà sopravvissuta o meno.

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