Il 31° disegno con il C11 è un bel Marte

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Eh sì, il C11, nonostante la breve sbandata per il superapo, si sta rivelando un ottimo strumento.

Ieri sera il seeing era davvero ottimo, tant’è che ho osservato a 470x in bino, non male essendo il pianeta a 18° sull’orizzonte.

Purtroppo non sono riuscito a discernere la duplicità del corno del sinus meridiani. Chissà che stasera, dato che sarà in pratica in meridiano, non ci riesca!

La grande notte

Il 20/09/1909 l’astronomo Antoniadi sperimentò il seeing perfetto. Puntando la Gran Lunette dell’Osservatorio di Parigi-Meudon verso Marte ( rifrattore da 84cm di apertura), disegnò la faccia con meridiano centrale 279°. I confini di Lybia non furono mai visti a quel modo…

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Mars 1909 09 20 Antoniadi

Marte del 06/06/2016

Ecco due disegni di marte a 2 ore di distanza l’uno dall’altro, eseguiti osservando nel bellissimo sky90 a 200x in monoculare.

 

 

Penso che il piccolo giapponese possa dare di più in termini di ingrandimento, ma è difficile partendo da una focale di soli 500mm!

Sono indeciso se puntare su una barlow 3x oppure su un oculare dedicato, tipo i nuovi vixen. Ho definitivamente messo in soffitta l’idea dell’extender-q, costa quanto un piccolo telescopio, decisamente troppo!

Sbuffi su Marte

http://www.esa.int/Our_Activities/Space_Science/Mystery_Mars_plume_baffles_scientists

Al link viene descritto un fenomeno atmosferico marziano, osservabile anche da qua con telescopi amatoriali. Nella zona del terminatore, all’alba marziana si vedono nubi di altitudine molto alta, come “escrescienze” del terminatore. Appunto qua sul blog la cosa, in modo da sperare di ricordarmene alla prossima opposizione del pianeta rosso, l’anno prossimo.

L’opposizione di Marte del 2014

1 – Introduzione

La recente opposizione di Marte mi ha dato per la prima volta l’opportunità di osservare e disegnare il pianeta con continuità. In tutto ho eseguito 18 osservazioni con disegno. Questo articolo vuole essere un sunto di quella che è stata un’esperienza osservativa e formativa.

Anche se Marte è stato in opposizione il giorno 08/04/2014 e ha raggiunto un diametro equatoriale pari a soli  15,1″, non essendo un’opposizione perielica. Le osservazioni sono potute partire soltanto dal 22/04/2014 e si sono concluse il 10/06/2014, data nella quale il diametro equatoriale era sceso a 10,9″ e in cui il pianeta presentava un’evidente fase di 80,8°

Il pianeta ha raggiunto il solstizio invernale (per l’emisfero sud ) nel giorno 16/02/2014 e l’equinozio primaverile (sempre per l’emisfero sud) il 18/08/2014, dunque le osservazioni si sono svolte durante la fine dell’inverno dell’emisfero sud.

Di seguito esporrò le osservazioni utilizzando la suddivisione della BAA, per i nomi delle macchie di albedo ho fatto riferimento alla mappa UAI in proiezione cilindrica. Le osservazioni sono state effettuate con un  maksutov-gregory da 5″ e un newton da 10″.

mappa uai della precedente opposizione
mappa uai della precedente opposizione

2 – Dettagli superficiali

Regione I (meridiano da 250° a 10°).

Il particolare più scuro è stato senz’altro la Syrtys Mayor, specialmente nella sua zona meridionale. La testa ha mostrato un aspetto appuntito in direzione N. Il 27/05 mi è parso di aver osservato Nilos Syrtis.  Proseguendo a sud, sotto la testa della Syrtis, Lybia e Iapigia erano nettamente più chiare, di color mattone. Le macchie di albedo si sono ri-inscurite nel Mare Tyrrenum. Non vista la Syrtis Minor.

A nord, Boreosyrtis mostrava due corna, a longitudine 290° e  270°. E’ probabile che il corno a longitudine 290° fosse Coloe Palus, la cui divisione con Boreosyrtis non son riuscito a risolvere. A sud Hellas si mostrava come una macchia chiarissima.

Regione II (meridiano da 10° a 130°)

I dettagli più scuri della regione sono stati sicuramente il Mare Acidalium a Nord e la punta del Mare Eritraeum E la punta del Sinus Sabaeus a sud. Le due punte hanno dato l’impressione di canali in due diverse occasioni di seeing non perfetto: devo dire che mi sono sentito un novello Schiaparelli! In zona equatoriale spiccava il Niliacus Lacus di albedo leggermente più chiaro delle suddette formazioni. Tra quest’ultimo e il Mare Acidalium era evidente la lacuna ad albedo chiaro chiamata Achillus Pons. A sud purtroppo non sono riuscito a distnguere in maniera netta i chiaro-scuri che circondato il Solis Lacus, visto come una macchia screziata. La regione di Tharsis è stata di albedo uniforme, non ho notato zone più scure che potessero ricordare la posizione dei tre vulcani.

Regione III (meridiano da 130° a 250°)

E’ stata sicuramente la zona più interessante, anche se di solito piuttosto avida di dettagli, viene infatti soprannominata la faccia “noiosa” di marte. A sud il Mare Sirenum e il Mare Tyrrenum incorniciano una zona a basso differenziale di albedo: Amazonis, che ha però mostrato formazioni interessanti. Tutt’altro che piatta infatti, alternando l’uso di un filtro di contrasto e un W21 si sono risolte parecchie differenze di albedo al limite della visibilità. A nord, la zona più scura era il Trivium Charontis, seguita dalle più chiare Propontis I e II. Elysium ha mostrato il solito albedo chiarissimo.

3 – Attività atmosferica

L’attività atmosferica di marte che sono riuscito ad osservare è stata di vari tipi. Il più evidente è stato sicuramente la formazione di nubi e/o nebbie nelle zone di alba e tramonto del pianeta, osservate costantemente per tutta la durata dell’opposizione. Secondariamente posso citare le formazioni nuvolose sopra la zona di Tharsis e della Nix Olimpica, date dai rilievi montuosi vulcanici tipici di quelle zone. Nette e costanti sono state le nebbie in Hellas e Elysium, che sono sempre state osservate di colore bianco: molto evidenti con l’uso di un filtro blu W82A. Infine l’attività atmosferica che più mi ha colpito: in Tempe c’è stata costante una formazione nuvolosa di spiccato colore grigio ( colore confermato da altri osservatori) che arrivava al confine con il Mare Acidalium e sul qualche finiva in maniera netta. Infine una nota storico-culturale: nei giorni a metà maggio ho osservato una formazione di albedo molto chiaro che percorreva il pianeta orizzontalmente all’incirca sul piano equatoriale. Trattasi della Banda Equatoriale di Marte, osservata già in passato da osservatori storici quali Schiaparelli e Antoniadi. Ebbene, pare trattarsi di una sorta di allucinazione o effetto ottico indotto dal cervello, al pari dei famosi canali.

Ho provato a verificare il Violet Clearing in diverse occasioni, osservando dettagli solo il 18/05/2014. Dettagli che però non corrispondevano a macchie di albedo visibili senza il W47.

4 – Regioni polari

Avendo osservato la seconda parte dell’inverno meridionale di marte, ho potuto osservare il ritiro della calotta polare Sud. Se all’inizio dell’osservazione la stessa poteva avere uno spessore di circa 70°, con il passare dei giorni lo spazio occupato è diminuito fino ad uno spessore di circa 30°. Durante il ritiro si sono potuti osservari diversi frammenti di ghiaccio lasciati dal ritiro, come evidenti macchie di albedo molto chiare. Essendo visibili anche con un filtro rosso, ho escluso potesse trattarsi di nuvole o nebbie. Si può ipotizzare che le zone in cui la calotta di ghiaccio ha lasciato residui non fossero pianeggianti ma, a causa di grosse vallate ci sia stato del ristagno di ghiaccio, resistito all’arrivo della regione più calda.

5 – Conclusioni

Seguire un’opposizione marziana con costanza permette di imparare diverse cose. Innanzitutto è una lezione continua sulla morfologia del pianeta. Ogni giorno si vede circa 20° in più di superficie, a causa della rotazione di Marte sul suo asse. Ogni giorno il pianeta cambia, con i suoi eventi atmosferici  e con eventi improvvisi come le tempeste di sabbia ( che purtroppo non sono riuscito a osservare). Marte è comunque un’ottima palestra di allenamento per l’occhio dell’astrofilo. Il pianeta ha un diametro angolare piccolo ma ha una luminosità superficiale molto forte, dunque, se da una parte sopporta elevati ingrandimenti anche con seeing non perfetto, dall’altra tende ad accecare l’osservatore che deve sforzarsi per distinguere i differenti albedo. Ultima ma non meno importante è l’uso dei filtri per evidenziare diversi dettagli. Inizialmente gli astrofili tendono a sottovalutare l’uso dei filtri colorati, che però nell’osservazione visuale dei pianeti si rivelano dei veri e propri “rasoi” che evidenziano ognuno una particolarità fisico-chimica diversa del pianeta. Invito tutti quindi a osservare e studiare i pianeti con costanza e impegno, senza limitarsi ad un occhiata ogni tanto. Solo con l’impegno e lo studio si riesce ad approfondire la propria passione per il cielo. Un ringraziamento speciale a Raffaello Braga e Ivano Dal Prete, è solo grazie a loro se la passione per il pianeta rosso mi è esplosa dall’occhio alla matita.

Bibliografia Essenziale

Falorni M., Tanga P. e vari “Osservare i pianeti, manuale della Sezione Pianeti UAI”

Grego P. “Mars and how to observe it”

Price F. W. “The planet Observer’s Handbook”

Un pomeriggio su Giove

Ieri pomeriggio, complice una congiunzione larga tra luna e giove, son riuscito a puntare il gigante gassoso.

E’ strano osservare un pianeta con l’azzurro del cielo intorno, al posto del grigio/nero.

Comunque, se alle 17:00 il seeing era abbastanza buono, la troppa luce non permetteva di risolvere dettagli a basso contrasto. Con il passare del tempo però, dalle 19:00 in poi, ho notato belle sfumature.

In particolare hanno attirato l’attenzione due oggetti nella zona equatoriale. Se questa aveva una colorazione bianco azzurra, c’erano due begli ovali color crema, bianco gialli.

Verso le 19 ho anche puntato la luna. Il cielo chissà perchè, sui pianeti non perdona niente. Sulla Luna invece basta un po’ di calma per tirar fuori dettagli a iosa. E’ così che ieri mi son concentrato su una rima davvero piccola: Rima Calippus. Posta a Sud del Cratere Alexander, è lunga 40km. Particolare la forma in quanto, parte dritta e poi fa una curva quasi ad uncino. Dettaglio davvero minuto, comunque: segno di gran seeing e di ottima collimazione.

Eh sì, ieri pomeriggio ho ricentrato per benino il secondario del newton da 10″, che non vedeva tutto il primario. Dopodichè ho collimato per benino con il barilotto forato. Ho controllato la collimazione infine con il laser: naturalmente il laser era scollimato… Non ne ho mai avuto uno a posto, incredibile! Comunque, ho ricontrollato in serata a 300x con lo star test e le figure di diffrazione erano quasi perfette.

In serata ho puntato Marte, ma era veramente troppo basso, ribolliva tutto.