La mente aperta

“il mio cervello inquieto non può restar d’andar mulinando, e con gran dispendio di tempo, perché quel pensiero che ultimo mi sovviene circa quelche novità mi fa buttare a monte tutti i trovati precedenti.” G. Galilei.

Già, il maestro Galileo aveva quella che io chiamo mente inquieta: una mente che non si rilassa mai. Incuriosita dalla bellezza del mondo, cerca di capire tutto, di interpretarlo fare ipotesi e smentirle. La mente di un detective che indaga il mondo, questa è una mente aperta.

Mi viene da pensare, allora, che il più grande regalo che Galileo abbia fatto all’umanità sia quello di allargare i propri confini intellettuali. Confini imposti non già dall’arretratezza tecnologica, ma bensì dall’ottusità della mente.

Questo regalo lo ha fatto nel modo più poetico, pacifico e rivoluzionario allo stesso tempo: ha osservato con il naso all’insù le bellezze del cielo attraverso quello che da altri era considerato un giocattolo, il telescopio.

Quanta strada doveva ancora fare la tecnologia, la scienza e l’umana sapienza? Quanto era buia la strada che aveva intrapreso? E quanti ostacoli ebbe a dover superare, prima di tutto nella propria mente, e poi in quelle altrui? Pensiamo soltanto a quante scienze sono nate o si sono evolute da quel semplice gesto di Galileo: l’ottica, la fisica, la geometria ecc.

Ecco perchè Leopardi diceva: « La più sublime, la più nobile tra le Fisiche scienze ella è senza dubbio l’Astronomia. L’uomo s’innalza per mezzo di essa come al di sopra di sé medesimo, e giunge a capire la causa dei fenomeni più straordinari. »

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Herschel osserva Messier

In questo sito gli appunti di Sir W. Herschel sugli oggetti di Messier:
http://messier.seds.org/xtra/history/her-obsm.html

Spassose alcune descrizioni, tipo di M57: [i]A perforated Nebula, or Ring of Stars[/i]

La maggior parte degli oggetti che osserviamo ce li siamo già preparati, ne abbiamo letto la descrizione, visto le foto e i disegni di altri astrofili. Addirittura abbiamo le foto dai telescopi spaziali.
Di quell’era, invece, in cui tutto era ancora da inventare e da scoprire, è interessante leggere le interpretazione che venivano date. Soprattutto quelle sbagliate perchè aprivano una moltitudine di scenari nuovi e, allora, possibili. Ora, osservando, perdiamo il gusto della scoperta, abbiamo solo la passione della ricerca e dell’osservazione di qualcosa che già si conosce.