Il VMC200L, le mie impressioni

Io sono un felice possessore del VMC200L. Ormai ne sono in possesso da settembre, più o meno da quando sono diventato padre, quindi capirete che il tempo a disposizione, anche solo per starmene tranquillo a osservare sul balcone, si è alquanto assottigliato :D
Detto questo, credo di aver osservato bene e spesso con il vixenotto. Ho portato a casa diverse osservazioni della luna, molte di giove, qualche stella doppia. Ci ho anche osservato il sole con un filtro a tutta apertura. Vedo di riassumere prima le impressioni osservative, poi quelle generali.

vmc
Luna: il vmc risulta veramente inciso sui contrasti forti della luna. Se il seeing assiste, direi che la grossa ostruzione centrale ( addirittura il 40%!) non sembra dar fastidio. Se il seeing non assiste, però, devo ammettere che l’immagine risulta molto “faticosa”. Non so se questo dipenda solo dal fatto che il tubo è aperto o dal seeing o dall’ostruzione, ma a memoria, il mio vecchio c8 vintage sopportava di più. Vai a capire però se i ricordi migliorano con il tempo…

Giove. Per il pianeta gigante devo fare una premessa. Quando si osserva un pianeta, bisogna innanzitutto studiarselo, bisogna osservarlo spesso. Direi addirittura tutti i giorni, anche solo per dieci minuti alla volta. La costanza e lo studio danno il miglior premio, perché ti permettono di vedere quel qualcosa in più che altrimenti potresti semplicemente ignorare. Con giove per me è andata proprio così: all’inizio dell’opposizione i dettagli erano molto scarsi per poi aumentare fino alle ultime osservazioni, davvero belle e particolareggiate. Questo, più che dallo strumento ( a meno che non abbia difetti gravi) dipende più dall’osservatore. Come giudico allora lo strumento su giove? Secondo me va bene e mi fa vedere bene quello che riesco a vedere. Sembra una banalità, ma altri strumenti come il mak180 skywatcher, il meade lx90 non rendevano come volevo.

giove1

Stelle doppie. Qua le razze si fanno sentire. Il primo anello di rifrazione non è mai intero, anche se molto luminoso. Contando che avevo preso il vmc al posto del mitico rifrattore 102m, direi che non c’è proprio storia. Ci si diverte lo stesso, perchè l’apertura di 8″ rimpiccolisce le stelle, ma la figura non è bella, anche se efficace.

Sole. Qua non c’è storia, l’apertura è troppa e trovare un seeing diurno per un 8″ è cosa rarissima, almeno dal mio balcone.

vmc al sole

Considerazioni generali.
A mio parere quel che conta molto in uno strumento commerciale, oltre alla qualità e alla mancanza di difetti, è l’ergonomia: la maniglia è comodissima e non fa sentire il peso. Più in profondità si può spezzare l’analisi in:

Ottica. Non penso di essere abbastanza esperto da giudicare l’ottica di un telescopio con l’analisi dello star test. Non ho però rilevato difetti nell’immagine dell’oggetto osservato, incisa e bella se il seeing assiste. In più, essendo i due specchi sferici, non dovrebbe essere difficile lavorarli e raggiungere una buona qualità, pertanto confido nelle manine giapponesi che l’hanno lavorato e che mi pare abbiamo fatto un buon lavoro.

Meccanica. Se la collimazione è tenuta veramente bene, infatto gli ho dato un’aggiustatina quando mi è arrivato e non l’ho più toccata,  il focheggiatore secondo me non regge il passo con quelli moderni. Con oculari pesanti il sight tube devia dall’asse ottico di un millimetro o meno, però si sente perchè questo crea micro-scollimazione. In più vien venduto senza riduzione, che si paga (cara) a parte. Non so, ci sono in giro focheggiatori crayford cinesi che sono delle rocce, che hanno la riduzione e che costano poco. Non capisco questo insistere sul cremagliera. Fatto sta che, avendo un back focus elevatissimo e che per andare a fuoco anche con il diagonale serve una prolunga, la leva sul focheggiatore è elevata. Quindi se da una parte non si ha il mirror shift e il mirror flop perchè il primario è fisso, dall’altra il focheggiatore un po’ traballa. Poi è probabile che solo il mio esemplare sia così, eh!

In sintesi, è un progetto particolare, con pro:

– tubo aperto;
– focheggiatore esterno;
– primario fisso;
– collimazione “infrangibile”, una volta fatta non la tocchi più;
– ha la maniglia!!
e contro:
– ostruzione enorme;
– razze molto spesse;
– focheggiatore a cremagliera un po’ antiquato.

Detto questo però, sai cosa aspettarti da lui. Non ci sono sorprese. Il fuoco si trova in maniera molto precisa, non si appanna manco con la nebbia in val padana, è robusto anche se non troppo pesante.

Lo preferisco a un C8? Si, ma non per l’ottica o i dettagli che può fornire, per l’ergonomia, che mi sembra migliore. Ha da subito un buon feeling con l’osservatore. Sul C8 possono vedersi più dettagli? Può darsi, non lo so non avendolo mai confrontato fianco a fianco. Nel prossimo futuro ho in mente di organizzare insieme ad altri possessori di catadiottrici da 8″ un bel confronto. Lì, si potrà fare un confronto serio.

Secondo me, in conclusione, se vuoi un telescopio che ti faccia divertire nell’osservazione hires, l’importante è trovare un esemplare, di qualsiasi modello, che sia esente da difetti. Detto questo, la produzione giapponese secondo me ha ancora un controllo di qualità più alto rispetto a quella cinese. Dunque un VMC secondo me è in media fatto meglio di un C8 o un mak180, ma non è detto che nel confronto fra due esemplari si sappia già prima chi è il vincitore. Tutto questo secondo me.